mercoledì 20 settembre 2017

American vandal - Documentari deficienti ma divertenti



Terza recensione del nuovo anno lavorativo e terza recensione dedicata ad un prodotto originale Netflix, stavolta, al suo primo anno e speriamo ultimo di vita.

Mockumentary ambientato in una scuola americana, "American vandal" racconta la storia di un giovane "bulletto" accusato di aver disegnato una serie infinita di peni su  tutte le macchine dei suoi professori.
Il ragazzo si professa innocente e così, insieme ad alcuni amici, mette su un documentario per raccontare la sua storia e scoprire la verità.

Diciamo le cose come stanno: "American vandal" è una cazzata, letteralmente e metaforicamente.
Racconta di un crimine stupido, compiuto, forse, da un ragazzo stupido e la maggior parte degli indizi e dei ragionamenti sono stupidi.
Assistiamo continuamente a scene idiote e i grossi momenti drammatici o shockanti di questi soliti programmi sono sostituiti da momenti di grosso disagio nel senso più pacifico del termine.
Non è un prodotto che, come si vede dal trailer, vuole essere serio o trattare di temi seri.

"American vandal" però, strano ma vero, è una cazzata fatta meravigliosamente bene.
Dalla sigla alla regia, dalla fotografia alle interviste o alla messa in scena dei fatti: tutto è tremendamente bello.
Netflix è riuscito a confezionare un prodotto bello quanto "The keepers" o "Making a murdered" senza però la loro tremenda serietà.
La drammaticità, però, con cui vengono narrativi gli eventi e tutti i lati positivi delle due serie citate vengono riproposte senza nessun problema rendendo serio e ben fatto un documentario su dei peni.
Non avrei mai detto che Netflix ci sarebbe riuscita e non avrei mai detto che il livello della serie potesse essere così alto.
Non avrei mai detto che gli attori riuscissero a tirar fuori interpretazioni divertenti e drammatiche allo stesso tempo o che la storia potesse interessarmi così tanto.

Credetemi, se amate questo genere di cose "American vandal" è perfetto per voi.

Prima di salutarvi vi invito a passare sulle nostre pagine affiliate: Doctor Who "ita "Telefilm ObsessionTraduttori AnonimiMAh 

Alla prossima!

#Recensione
#Netflix
#AmericanVandal

lunedì 18 settembre 2017

The amazing Spiderman 3 - La mafia della giungla


Testa di martello non era tranquillo.
Non era tranquillo quanto Kraven sperasse ma doveva arrangiarsi: Kraven voleva solo un vantaggio, anche se piccolo, e almeno quello era riuscito ad averlo.
I due "mostri" si trovavano per la prima volta uno davanti all'altro, tra di loro c'era un tavolo ma poco importava: erano nella stessa stanza.
Testa di martello aveva saputo dopo pochi giorni della presenza di Kraven in città mentre il cacciatore sapeva dell'esistenza del mafioso ancora prima di mettere piede nel suo appartamento a New York.
Ognuno sapeva dell'esistenza dell'altro e, per via dei loro affari, erano costretti ad incontrarsi.
Kraven aveva fatto la prima mossa, come il cacciatore che era, chiedendo un incontro con Testa di martello.
Il re del crimine era stato colto di sorpresa e aveva deciso di rispondere usando il suo appartamento come sede dell'incontro.
Ognuno sapeva cosa fare e come rispondere per le rime: era come se fosse una partita a scacchi mortale.
"Vorrei sapere il perché di questo incontro" chiese il padrone di casa all'ospite.
Kraven sorrise.
"Non prendiamoci in giro: io so chi sei e tu sai chi sono io. 
Ognuno sa chi è l'altro e che cosa fa.
Ho deciso di chiederti un incontro perché sto per mettere le mani su questa città in qualche modo e so che la cosa potrebbe disturbarti quindi ti avviso: stammi lontano o sarà peggio per te".
Questa volta fu Testa di martello a sorridere.
"Perché dovrei? 
No, spiegami perché dovrei ascoltare un uomo di cui pochi sanno qualcosa, perché dovrei dare retta ad una persona che non ha minimamente dimostrato di essere una possibile minaccia?
Spiegamelo e allora, solo allora, se la tua risposta sarà sufficiente ti ascolterò".
Kraven questa volta prima di rispondere si fermò, chiuse gli occhi e abbassato il capo rivoltò il tavolo che divideva i due uomini andando dritto alla gola d Testa di martello.
"Credi davvero che non sono una minaccia?
Credi che non possa uccidere te e tutti i tuoi uomini?"
Senza minimamente rispondere, dopo essersi velocemente ripreso dalla sorpresa, Testa di martello diede una testata fortissima all'uomo che lo teneva per la gola liberandosi così dalla presa.
Kraven si appoggiò al suo ginocchio per non cadere.
"Non farlo mai, non minacciarmi mai più".
Mentre i due uomini avevano iniziato a squadrarsi i vari sgherri che si erano portati dietro si puntarono subito le pistole contro: un gruppo contro l'altro.
Prima della fine, prima del momento peggiore i due capi banda fecero segno di abbassare le armi: avevano preso una decisione.
"Non ostacolerò le tue attività, tranquillo.
Sono solo venuto a dirti che qualcosa si muoverà e tu non potrai controllarla" disse Kraven.
"Fai quello che vuoi ma se solo proverai ad avvicinarti scoppierà una guerra: sei avvertito".
Kraven sorrise e prese la via per la porta.
Per ora la storia tra i due era chiusa, doveva occuparsi del ragno e della sua amica, ma prima o poi avrebbe rimesso le mani su quell'animale e allora sarebbe stato suo.

sabato 16 settembre 2017

American Comics In A Flash 7 - DC Rebirth






Normalmente, in questa rubrica, mi occupo soltanto di singoli archi narrativi, numeri o singole storie.
Mai prima d'ora avevo deciso di confrontarmi con un argomento più grande di questi proprio perchè avevo deciso che questo spazio fosse preciso e mai dispersivo.
Tuttavia, quando si incontra una cosa così bella come il "DC Rebirth" è difficile restare zitti e non lodare continuamente e senza sosta.
Benvenuti ad una lode infinita al "DC Rebirth".

Partito nel Maggio del 2016 questo nuovo rilancio soft da parte della DC è riuscito in meno di un anno a ribaltare non solo il gradimento del pubblico, che fino a qualche tempo fa era completamente negativo,  ma anche a migliorare enormemente la qualità generale delle storie.
Che sia una piccola storia dedicata ad un singolo personaggio o ad un team la cura alla continuity e nella resa dei personaggi non manca mai regalando, finalmente, un affresco del singolo e del mondo intorno a lui sempre aggiornato e ben delineato.
Non c'è più spazio per gli sbagli con questa nuova rinascita.

Come mi è stato detto da un amico, finalmente la DC è tornata a fare quello che si faceva un tempo: è tornata a concentrarsi sulle storie.
Utilizzando, forse purtroppo e forse no, un mostro sacro del mondo del fumetto la casa editrice in cui sono nati Batman e Superman ha riniziato ad utilizzare la vecchia continuity in maniera oculata creando storie sempre più articolate e sempre più connesse l'una all'altra.
Le vecchie storie si uniscono alle storie presenti creando un affresco curioso per i nuovi lettori e appagante per quelli vecchi.

Ci sarà tempo, tanto tempo per parlare di tutte le altre meraviglie del "DC Rebirth".
Andate subito a leggere!

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Alla prossima!

#AmericanComicsInAFlash
#DCRebirth

mercoledì 13 settembre 2017

BoJack Horseman 4 - La giusta tristezza



Così come la terza stagione di "Narcos" è stata una sorpresa così la quarta stagione di "BoJack
Horseman" mi ha sconvolto in positivo e mi ha fatto rivalutare, sta volta completamente, una serie che non era mai stata tra le mie preferite.
Non so se fosse l'inconsistenza di una vera trama o l'antipatia nei confronti di un cavallo parlante incapace di salvare se stesso ma le prime tre stagioni dello show non erano riuscite minimamente a far breccia nel mio cuore.
Tutti i momenti più tristi e divertenti mi avevano si colpito ma mai così tanto da intristirmi come molti dicono.
Questo quarto anno, invece,  mi ha stretto il cuore come mai prima d'ora aveva fatto lo show portando nuovi toccanti personaggi in scena e facendo, finalmente, arrivare ad un punto di rottura tutti i vecchi animali parlanti e non presenti nella serie.

Diane e Mr. Peanutbutter hanno capito che il loro matrimonio non funziona.
Princess Carolyn è finalmente sbottata.
Tod ha affrontato se stesso.
Bojack, per la prima volta, è riuscito a non rovinare qualcosa di bello nella sua vita.

In uno show in cui ci si perde sempre, ritrovarsi e affrontare i propri demoni è una grossissima novità ben voluta sicuramente da me che, ormai, trovavo fastidioso il comportamento di Bojack e di tutti gli altri protagonisti.
Da qui in poi si può solo migliorare e portare avanti più di un'evoluzione e più di un personaggio.
Nulla sin'ora come questa stagione ci aveva mostrato quanto tutti non fossero migliorati davvero o non avessero raggiunto il loro vero obiettivo.
"BoJack Horseman" finalmente, esce dal suo giardino di casa e ci mostra come anche chi è senza speranza può sorprenderci.

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Alla prossima!

#Recensione
#Netflix
#BoJackHorseman

lunedì 11 settembre 2017

The amazing Spiderman 3 - La gatta e il cacciatore





Felicia si mosse veloce.
Senza far rumore, senza destare sospetti di nessun tipo.
Si cambiò d'abito e entrò in azione.
Ormai veniva a queste feste per ricchi solo per approfittarsene, solo per potersi mettere la maschera e fare quello che ormai faceva da un po': diventare ricca.
Non sapeva se era per il brivido dell'atto, per la paura di essere scoperta o semplicemente per la refurtiva.
Sapeva soltanto che si divertiva tantissimo e le andava bene.
Aveva aiutato il ragazzo ragno qualche tempo fa e questo, in qualche modo, le dava la possibilità, si diceva lei, di fare un po' quello che voleva.
Infondo che cos'era un furto rispetto alla cattura di una serie di criminali?
Che cos'era una collana o un anello o un diamante rispetto alla vita del supereroe di New York?
Nulla, quindi ora lei poteva fare quello che voleva.
Aveva salvato il ragno, rimesso in gabbia Harry che aveva evidentemente bisogno d'aiuto e ora poteva godersi il suo meritato bottino.
Questi furono i suoi ultimi pensieri prima di essere colpita alle spalle con una forza inaudita.

"Ma che cav" Felicia non riuscì a finire la frase che ricevette un pugno dritto allo stomaco.
La ragazza non era riuscita neanche ad aprire gli occhi o a girare la testa.
Lo sconosciuto la prese e la spinse con la parete iniziando a soffocarla.
Ora Felicia poteva vederlo: era un uomo di mezza età, di bell'aspetto e vestito bene.
Un uomo con una forza inaudita e uno sguardo che non lasciava dubbi: era un animale.
Prima che l'aria nei polmoni di Felicia finisse l'uomo la lasciò cadere a terra.

"Ah bambina mia" disse lui chinandosi e accarezzando la ragazza in seria difficoltà.
"Tu non ti ricordi di me ma io mi ricordo di te.
Tuo padre ti pensa sempre, parliamo continuamente di te.
Adesso non c'è però, non è qui a proteggerti ma ci sono io quindi ascoltami: basta con questa sceneggiata, basta con la maschera e basta con il ragno.
Altrimenti finirà male, molto male ".
Kraven finì la frase e colpì la ragazza con un calcio allo stomaco.
Si pulì le mani, sorrise e se ne andò chiudendo la porta.

venerdì 8 settembre 2017

Narcos 3 - Una droga di una qualità migliore


Prima serie della nuova stagione televisiva, prima recensione della nuova stagione del blog e primo articolo in ritardo ma si sa: qualche volta può capitare.
Detto questo iniziamo subito a parlare di "Narcos 3".

Se mi avessero detto che la terza stagione, spin off e mezzo seguito, della serie dedicata a Pablo Escobar sarebbe riuscita meglio senza la presenza del grande patron della droga colombiana non ci avrei mai creduto.
Io stesso all'annuncio di questa nuova stagione con il cambio di villan ero rimasto perplesso e mi ero chiesto se questo seguito non avrebbe rovinato tutto, se la mancanza di Pablo o anche dell'agente Murphy avrebbero fatto male al prodotto e se Netflix avesse deciso di prendere, per la prima volta, la strada più facile e meno battuta con un prodotto seriale.
Beh, tutti voi che state leggendo senza aver visto la serie potete stare tranquilli: "Narcos 3" non solo non sfigura davanti ai suoi predecessori ma li supera magistralmente.

Arrivato al successo vero e proprio dopo la caduta di Pablo, il Cartello di Calì, con a capo quattro grandi uomini di diversa estrazione sociale e dalle vite lontane, spadroneggia per la Colombia allontanandosi dall'aggressività del vecchio re della droga e instaurando un legame molto forte con la politica e la polizia.
Calì crea un sistema ancora più forte di quello creato da Pablo arrivando addirittura a muovere i fili del sistema legislativo in maniera sorprendente.
In una Colombia ormai abituata a questo tipo di criminalità toccherà al solo agente Peña, interpretato da un sempre ottimo Pedro Pascal, fermare quest'ultimo cartello e, forse, vincere la guerra al narco traffico per sempre.

"Narcos 3" inizia dove si era fermato "Narcos 2", racconta una storia diversa ma uguale e, soprattuto, lo fa con la stessa modalità a cui, ormai, siamo abituati.
Il Cartello di Calì non è quello di Pablo, ha imparato dai suoi errori e lo fa presente continuamente.
La DEA ha imparato come si comportano queste persone e come deve comportarsi con loro.
La Colombia si è abituata e gli Stati Uniti hanno preso una decisione finale.
Tutto ciò che accade in "Narcos 3" è un proseguimento di quello che abbiamo visto in questi ultimi due anni, è un aggiornamento della stessa storia più ordinato ma anche più brutale.
Per questo questo non è un semplice spin off ma è un vero e proprio seguito senza gli stessi protagonisti, per questo è un miglioramento rispetto all'originale: non replica ma innova.
"Narcos 3" si allontana dal suo passato creandosi un'identità propria senza però rinunciare al proprio passato ma anzi facendone tesoro e sfruttandolo a pieno.
Alla fine credo si possa solo dire che tutto cambia per non cambiare mai.

Le interpretazioni sono migliori delle precedenti ed è sempre un piacere rivedere delle vecchie faccie che magari qualcuno aveva dimenticato.
Se chi conosciamo non ci sorprende per la sua bravura, a farlo sono tutti i volti nuovi che, in un modo o nell'altro, donano carattere e personalità a personaggi già visti, a livello di scrittura e pattern, ma tremendamente reali man mano che li vediamo continuare le loro " avventure ".

Ancora una volta, a differenza del suo reparto filmico, Netflix riesce a sorprenderci e a regalarci un qualcosa di davvero eccezionale.

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