mercoledì 30 marzo 2016

The Night Manager - Un James Bond ma non quello che ti aspetti





Non amo James Bond o meglio non amo tutti i film/libri che lo riguardano: alcuni mi prendono e altri no.
Dipende dalla storia, dal villan e magari, ma solo per i film, dipende dalla bond girl di turno: insomma è una prova continua.
Proprio per questo motivo leggendo la trama di The night manager invece di interessarmi ho tirato un grosso sbaglio e ho deciso che non mi interessava: non erano i protagonisti a non convincermi, difficile trovare qualcuno forte come Hiddleston o Laurie, ma era la storia in sè.
The night manager sarebbe stata la solita storia di un'amicizia tra una sorta di spia e un villan di un certo tipo che nasce con un secondo fine e che poi esplode, magari il protagonista avrebbe avuto dei ripensamenti ma poi avrebbe fatto la cosiddetta scelta giusta: bella storia ma banale.
The night manager è proprio questo: è banale.
 Ora, non sono una di quelle persone che non ama le cose banali se sono scritte bene, sempre meglio la banalità che una storia tanto contorta quanto stupida,  ma il troppo stroppia e esistono mille altri racconti sulla stessa linea magari un po' più movimentati.
Certo se siete amanti del vecchio film di spionaggio o se siete di quelli che vogliono il classico a tutti costi in tv questa è la cosa migliore che troverete e, allo stesso modo, se non avete mai visto un esponente del genere questa è la vostra occasione ma, certe volte, è meglio cercare qualcos altro.
Per il resto, che cosa posso dire?
Beh, niente di che.
Tutti gli attori sono in parte, nessuno ha problemi e la sceneggiatura è a prova di bomba.
Addirittura il quinto episodio, giusto perchè era il penultimo, è pieno di effetti speciali e, probabilmente, ci hanno speso tutto il budget per la serie in sè.
Una serie davvero, davvero inattaccabile.
L'unica pecca forse è la possibilità di un sequel che, per me, non avrebbe le stesse basi della storia originale.
L'ultima fatica della BBC quindi è un bel racconto, stilisticamente perfetto, peccato che sia semplicemente un more of the same.

Alla prossima!

#SerialUpdate
#TelefilmAddicted
#TheNightManager

lunedì 28 marzo 2016

Un Incazzoso Lunedì 79 - Zack Snyder ma che cazzo dici?




Allora, prima di tutto, piccola cosa: la recensione di BatmanVSuperman che avevo detto, qualche giorno fa, che avrei scritto Mercoledì arriverà Venerdì.
Perchè?
Perchè già oggi parlerò di una persona legata al film e dedicare a questo progetto due giorni " di seguito " mi sembra davvero un po' troppo.
Detto questo: andiamo!
La persona di cui voglio parlare oggi, legata a BatmanVSuperman, è il regista della pellicola: Zack Snyder.
Perchè?
Leggete questa notizia: Clicca qui!
Capito?
Ci siamo capiti?
Forse abbiamo capito tutti a parte Snyder.
Perchè?
Davvero, perchè?
Ha senso come risposta o anche come, non so, semplice paragone?
Ve lo dico io: no, in nessun modo.
Ma mai, da nessuna parte e in nessuno stato: Snyder dimostra, ancora una volta, come non sia in grado.
Non sia in grado di fare cosa dite?
Snyder dimostra di non essere in grado di rispondere a delle critiche in modo decente, di articolare il suo pensiero e di non capirci nulla, in generale.
Ma diamoci un ordine e vediamo un po' di analizzare in sè il problema.

Zack Snyder è colui che, secondo la Warner, dovrebbe portare al cinema, come curatore, l'intero universo cinematografico DC, già regista e mezzo scrittore di Man Of Stell e di BatmanVSuperman, e, sicuramente, avrà voce in capitolo sulla trasposizione della Justice League in sala.
Zack Snyder è colui che ha deciso di rendere Superman un assassino solo perchè, per lui, questo avrebbe portato il personaggio " a crescere " e, allo stesso modo, ha deciso di darci una serie infinita di merda nell'ultimo film ma, di questo, per parleremo tra qualche giorno: concentriamoci sulla 
 notizia particolare.

Superman, sotto Snyder, ha, anche se questa è una cosa minima, ucciso Zod e ha, probabilmente la cosa peggiore, distrutto l'intera città di Metropolis combattendo con il suo " concittadino ".
Se queste azioni sono state odiate e mal viste da tutto internet e da molti spettatori, come si vede nell'articolo, il regista si è difeso paragonando l'atto del supereroe a ciò che il Primo Ordine fa durante Star Wars: il risveglio della forza, riferendosi alla distruzione di una serie di pianeti.
Così, a cazzo.
Ma davvero a cazzo.
Questo perchè, mio caro Zack, il Primo Ordine è il cattivo del film, è il male nella galassia ed è un'associazione terroristica che prende chiaramente ispirazione dell'impero nazista.
Quindi, giusto per capirci, il tuo Superman è il cattivo del film?
È il male nell'universo DC o è la trasposizione di qualche dittatore malvagio?
Non so davvero che cosa gli dica il cervello per uscirsene con queste cose.
Non so davvero come si accorga che è riuscito, almeno per me, a snaturare un personaggio.
 Forse più di uno dopo l'ultimo film.

Alla prossima!

#BatmanVSuperman
#UnIncazzosoLunedì

mercoledì 23 marzo 2016

How to get away with murder 2 - Viola al primo posto, tutti gli altri dietro







HTGAWM non è uno show molto complicato: tanti twist, alle volte anche insensati, molto sesso e una varietà abbastanza grande di personaggi per farsi apprezzare da qualsiasi tipo di pubblico.
Uno show senza molte pretese probabilmente, dedito solo al puro intrattenimento ma comunque convincente proprio per la sua volontà di stupire a tutti i costi: difficile trovare qualcosa che ti tenga più attaccato alla sedia di questo show.
La prima annata, forse complice anche l'effetto novità, era riuscita davvero a convincermi lasciandomi soddisfatto e in trepida attesa di una seconda prova peccato che le due stagioni, tra di loro, non siano minimamente comparabili.
Se la prima, infatti, era sorprendente e avvincente la seconda invece, per me, non è mai riuscita a colpire nel segno lasciando troppo spazio ai piagnistei dei protagonisti e dei comprimari dando allo spettatore solo noia.
Noia con la N maiuscola detto senza molti giri di parole.

Vedete possiamo parlarne quanto volete ma io ho odiato sin dall'inizio e fino alla fine questa seconda stagione di HTGAWM anche se e proprio perchè avevo amato da matti la prima: è come se gli sceneggiatori avessero perso completamente la bussola.
Se un anno fa il punto di forza della serie erano i cinque ragazzi, ciò che gli succedeva, i loro legami e solo, occasionalmente, si dava più spazio a Viola Davis questa volta è lei e lei soltanto ad essere al centro della scena lasciando sempre meno spazio ai ragazzi che ormai vivono e respirano solo in funzione della donna limitando così i loro rapporti e la loro crescita come personaggi.
Certo, magari Asher quest'anno sale sicuramente di livello peccato che è l'unico a farlo ed è in grado di farlo perchè durante la scorsa stagione era stato l'unico a non evolvere ulteriormente: la sua non è una crescita ma una semplice rincorsa.
Cosi i cinque, veri, protagonisti rimangono nell'ombra, diventano semplici strumenti narrativi e la Davis si prende tutta la scena portando con se anche i suoi due più fedeli aiutanti che, però, non riescono davvero a sorprendere e a far emozionare lo spettatore: Frank ha sicuramente l'arco narrativo più interessante della serie peccato che lui non sia minimamente interessante e il tutto crea un effetto domino spaventoso.
Questo spostamento di riflettori poi, come abbiamo già detto, lascia i ragazzi scoperti e li trasforma in vittime delle storie e delle scelte altrui o spinge gli sceneggiatori stessi a scrivere rapporti più “ interessanti “ portandoli a stare l'uno nel letto dell'altro mandando a puttane possibili amicizie molto più divertenti del semplice rapporto amoroso.

Se i personaggi soffrono a soffrire è anche la trama principale che, non contando più sul coinvolgimento vero e proprio dei ragazzi, non ha più la forza necessaria per supportare un intero show e viene, più volte, a mancare tant è che, durante la seconda parte della stagione, abbiamo visto una seconda trama orizzontale, ambientata nel passato, affiancare la trama orizzontale nel presente peccato che entrambe non riescano davvero ad interessare e a coinvolgere.
Un anno fa avevamo Rebecca e Lila quest anno abbiamo invece i gemelli manco ricordo più il vostro cognome e la loro storia incestuosa che però rasenta il ridicolo ed è così spezzata da non riuscire mai a prendere lo spettatore raggiungendo anche vette di idiozia non indifferente.
Neanche il sesso, utilizzato più in questa stagione che nell'altra, riesce a dare un brivido e proprio il troppo spazio dedicatogli è fatale.
Così tra il passato e il presente, tra personaggi poco interessanti e altri lasciati a se stessi HTGAWM  va avanti solo grazie a vari twist che però non sono minimamente comparabili con quelli della stagione precedente neanche il finale a sorpresa finale riesce a risollevare una stagione tremenda anche perchè colpisce gente che non avevamo quasi mai visto sino a quel momento.


How to get away with murder perde completamente la sua forza durante questa stagione diventando solo un rumore di sottofondo e niente di più.


Alla prossima!

#HTGAWM
#SerialUpdate
#TelefilmAddicted

lunedì 21 marzo 2016

Un Incazzoso Lunedì 78 - The Newsroom





Qualche giorno fa, durante la cena, facendo zapping, sono capitato su Rai 2 durante il telegiornale e, più specificatamente, durante un edizione speciale: la Rai stava festeggiando i quarant'anni proprio del TG del secondo canale.
Così, tra una carrellata di nomi illustri e tanti complimenti, si è deciso di dare anche un po' di spazio all'infinita serie di rubriche che, per anni, sono state, molto probabilmente, i piatti forti del telegiornale: una dedicata al cinema, una allo sport, molte sulla situazione politica e, alcune, anche molto divertenti.
Insomma, su Rai 2, dopo il telegiornale c'era un momento dedicato a chiunque, a qualsiasi tipo di interesse: che si facesse informazione o si cercasse il puro intrattenimento c'era sempre un motivo per cambiare canale.
Questo tipo di televisione, questo tipo di giornalismo, sempre informato e sempre pronto, è il tipo di giornalismo che mi piace e che, se mai ne avrò la possibilità, in qualche modo, mi piacerebbe fare anche perchè non esiste più.
Detto questo, sperando che la mia digressione non vi abbia annoiato, il riuscire a creare una serie di rubriche dedicate, l'essere sempre interessante e allo stesso tempo preparato, era ed è uno degli obiettivi, se non il principale, del mio blog.
Ora, proprio dopo essere riuscito a rimettermi in pari con le vecchie rubriche e avendo eliminato tutti gli articoli arretrati, sono pronto a dare spazio alla creatività e a collaborare con chiunque ne abbia la voglia.
Spero, sempre e comunque, di riuscire ad interessarvi.

Alla prossima!

#UnIncazzosoLunedì
#TheNewsroom

domenica 20 marzo 2016

Marvel A new universe Dr. Strange 1 - Magie e ricordi





So che avrei detto che la nuova storia sarebbe stata pubblicata Giovedì tuttavia non ci sono riuscito quindi eccoci qui:


Spero vi piaccia e scusate il ritardo.
Guardate il lato positivo però: siamo in tempo per la fine della settimana.

#Marvel
#MarvelAnewuniverse

venerdì 18 marzo 2016

Strange Tales 2 - Star Wars sceneggiatura originale




So che magari il fumetto che riporta la sceneggiatura originale di Star Wars non è, propriamente, una Strange Tales e quindi non dovrebbe essere in questa rubrica tuttavia leggerla è stata un'esperienza così strana che credo sia giusto parlarne.
Per di più ho, ancora, la necessità di riscrivere almeno un numero di tutte le mie rubriche e in mancanza di un film da Strange Tales ho deciso di usare questo fumetto per mettermi in pari e riniziare da zero come volevo visto che questa è l'ultima rubrica che mi manca.

A differenza del film la sceneggiatura originale di Guerre Stellari portava e porta ancora, la trovate in libreria, una storia completamente diversa dall'originale con qualche somiglianza ma solo lontana e molto distorta alla fin fine.
Se amate la saga storia, se ciò che avete visto al cinema e continuate a vedere nei DVD vi sta molto a cuore, vi ha cambiato in qualche modo state molto lontani da questa prima scrittura perchè è, secondo me, un vero disastro.
Non perchè Lucas non sappia scrivere una storia, infondo questa un suo senso lo ha, tuttavia rispetto a quello che è uscito dopo questo embrione è lontano anni luce da ciò che ha fatto innamorare moltissime persone.

Se volete un prodotto totalmente diverso o, semplicemente, siete curiosi di conoscere questa, seconda, storia allora andate subito a comparla anche se ho paura che rimaniate tremendamente delusi anche perchè alcune idee sono molto " strambe ": passiamo da un Han Solo che non è per niente il nostro Han Solo ad un ordine Jedi molto più militare di quanto ci ricordiamo.
Queste sono solo alcune delle tante idee tremende, ma lo dico solo da amante della saga così com è, che costellano questa seconda versione di Star Wars che in realtà non lo è davvero.
Quindi, visto che siamo in chiusura, Lucas grazie di aver cambiato tutto e averci dato una delle mie saghe preferite in generale.

Alla prossima!

#StrangeTales
#StarWars

mercoledì 16 marzo 2016

American Comics In A Flash 4 - All New All Different Marvel Ultimates vs Squadrone Supremo






Ben tornati, ben tornati, visto che mi ero ripromesso di rifare almeno un numero delle mie rubriche, al quarto numero della rubrica American Comics In A Flash dove parlo un po' di alcune letture inedite in Italia.
Questa volta ho deciso di parlare dei numeri uno di due nuove serie appartenenti all'elenco delle testate appena pubblicate dalla Marvel sotto l'etichetta All New All Different.
Passate le Secret Wars la Marvel ha, effettivamente, resettato il proprio universo e, al momento dopo 5 mesi dall'inizio del rilancio/reboot, non ha ancora cancellato nessuna testata se non Black Knight e quella annunciata, si arriverà al dodicesimo numero, di Vision.
Io però, anche se sono interessato a Black Knight per esempio, ho comprato solo questi due numeri del rilancio e ho deciso di mettere a confronto e di parlarvi di due serie dedicate a due gruppi inediti, creati appositamente per questo rilancio.
È bene ricordare che, su scelta della Marvel, queste testate sono ambientate otto mesi dopo la fine di Secret Wars.

Squadron Supreme
La testata dedicata allo Squadrone Supremo mette in campo vecchi personaggi della casa editrice riuniti, per l'appunto, nello Squadrone Supremo anch'esso vecchio gruppo Marvel che, questa volta, presenta qualche nuovo innesto.
Credo che Squadron Supreme meriti una lettura non solo per il colpo di scena presente nel primo numero ma anche perchè porta al pubblico una serie di personaggi quasi sconosciuti, nuovi e lontani dalla mitologia Marvel anche se questa è stata (?) riazzerata.
Magari non saranno i Vendicatori ma portare avanti il nuovo e rimaneggiare il vecchio è l'obiettivo di questo rilancio e qui, la Marvel, ci è riuscita benissimo.

Ultimates
Stessa politica e stessa procedura adoperata sulla nuova testata Ultimates che riutilizza un vecchio marchio cambiandone però tutti i membri.
Se Squadron Supreme è molto chiaro e onesto nei suoi Ultimates è un'operazione un po' più disonestà principalmente perchè utilizza il nome di un gruppo molto famoso, i Vendicatori dell'universo Ultimates, cambiandolo completamente: ciò che erano gli Ultimates non è minimamente ciò che troverete in questa testata.
È chiaro che la Marvel utilizzi lo stesso nome solo per ottenere, almeno con il numero uno, una buona dose di introiti.
Detto questo, già nel primo numero troviamo una sorta di spiegazione alla scelta del nome e, seppur semplicistica, possiamo anche starci.
Forse l'uso di personaggi secondari non aiuta mai un gruppo ma, dietro l'angolo, è chiaro che questa serie possa dare grandi soddisfazioni.
Vorrei comunque segnalare, purtroppo, che in casa Marvel non imparano mai e quindi sono uscite varie serie regolare su singoli personaggi appartenenti ad entrambi i gruppi.
Maledizione.

Alla prossima!

#AmericanComicsInAFlash
#Marvel
#MarvelAllNewAllDifferent

martedì 15 marzo 2016

Marvel A new universe Wolverine 1 - Vecchi e nuovi artigli






Ed eccoci qui alla settimana delle storie con personaggi singoli slegati dalla trama principale.
Oggi abbiamo Wolverine e la prossima volta Dr Strange.


Alla prossima!

#Marvel
#MarvelAnewuniverse

lunedì 14 marzo 2016

Un Incazzoso Lunedì 77 - Marvel A new universe pianificazione







Non l'avrei mai detto ma, in qualche modo, la serie di racconti che sto scrivendo qualche minimo " ascolto " lo sta facendo quindi direi di andare avanti con il progetto.

Come avete letto, se non l'avete ancora fatto andateci subito, ho iniziato " tre testate " diverse, come nei fumetti, in tre giorni diversi con tre cast diversi collegati tra loro da un sottile filo rosso: una trama unica per vari personaggi.
Questa settimana invece, tra un vero articolo e l'altro, scriverò le altre due testate sempre appartenenti allo stesso universo ma non strettamente collegate.

Questa disposizione, tre testate una settimana e due l'altra, sarà, da questo momento in poi, il modo con cui pubblicherò queste storie cercando sempre di mantenere i tempi prestabiliti che io stesso mi sto fissando.
Questi tempi non sono chiaramente fissi e obbligatori ma cercherò di fare del mio meglio per tenerli stabili.

Se avete bisogno di qualche spiegazione, commento o anche un consiglio, accetto qualsiasi cosa anche le critiche, sono qui a vostro piacere e disposizione.

Alla prossima!

#Marvel
#MarvelAnewuniverse
#Anewuniverse

venerdì 11 marzo 2016

House Of Cards 4 - La fine di un'era






Che siate arrivati qui dopo aver finito di vedere la quarta stagione di HOC o che non siate neanche riusciti a vederne il primo episodio vorrei mettervi al corrente di una semplice notizia che, rispettivamente, vi chiarirà determinate scelte di scrittura o vi darà una prima visione diversa dell'intero show: Beau Willimon, lo showrunner di queste quattro stagioni, ha deciso di abbandonare il progetto non scrivendo quindi la quinta stagione e le possibili successive.
Secondo me, poi potrei anche sbagliarmi, questa notizia è importantissima e cambia completamente il modo di vedere lo show perchè è a conti fatti una perfetta chiusura del cerchio: il ritorno di determinati personaggi, il rimando a vecchi episodi e la fine di un determinato filone sono l'esempio lampante di come questa quarta serie sia un punto di arrivo e non un ennesimo pit stop.
Certo il finale di questa stagione è un finale di un certo tipo, lascia anche spazio per un cambio formale della serie abbastanza interessante, tuttavia se Netflix avesse voluto chiudere baracca e burattini, se avesse voluto mettere un punto senza andare a capo a HOC questa stagione sarebbe perfetta, sarebbe la ciliegina di una splendida torta e, se fosse stato così, tutto sarebbe stato calcolato magnificamente.
Lo stesso avvicinarsi di una determinata data nell'ultimo episodio bloccata, poi, dal finale della stagione stessa era, ed è una mia vera e propria supposizione, magari il finale stesso della serie che l'originale showrunner avrebbe voluto dargli.
Se vi siete stancati di Frank Underwood e non ne potete più delle sue lotte politiche questa stagione sarebbe perfetta per lasciare il miglior politico che abbia mai incontrato in vita mia.
Dopo questa enorme premessa direi che possiamo andare avanti e parlare più in dettaglio ma sempre senza spoiler di questa quarta stagione quindi che cosa dire che non sia stato già detto?
Forse, nulla.
Davvero poco direi, ma proviamoci.
Prima di tutto e per l'ennesima volta Kevin Spacey rimane da applausi a scena aperta, mi sono mancati i suoi mologhi che sfondano la quarta parete, un po' lasciati in disparte in questa stagione, ma è e sarà sempre la vera anima di questo show: lui è Frank Underwood ormai anche se essere legato ad un solo personaggio non fa mai piacere a nessun attore.
Durante quest'ultima stagione però, a fare da contraltare al " marito ", troviamo la bella e ingeniosa Robin Wright interprete della più cattiva Claire Underwood che, stavolta più delle precedenti stagioni, si prende lo spazio che merita nella narrativa complessiva dell'intero progetto diventando non più una parte fondamentale per Frank ma un qualcosa di completamente diverso.
Così, mentre Frank e Claire continuano a far impazzire il pubblico, dietro, davanti e accanto a loro una serie di vecchi e nuovi comprimari si mette sempre più in mostra, torna magari anche a farsi sentire e, pure se per poco, si prende i riflettori della scena anche in virtù di una caratterizzazione perfetta, presente anche nei protagonisti.
Per il resto, sin dal primo episodio, lo spettatore fan della serie si sente subito a casa: che siano le luci, le inquadrature o il movimento di camera tutto è cristallino e in linea con ciò che HOC è, era e, probabilmente, sarà.
Niente, credo sia difficile fare meglio della perfezione e credo sia difficile dire qualcosa in più di una cosa che, proprio per limiti strutturali e universali, non può fare passi avanti.
Perchè, vedete, io credo in Frank Underwood.

Alla prossima!

#SerialUpdate
#TelefilmAddicted
#HOC
#HouseOfCards
#KevinSpacey
#WeTrustOfFrankUnderwood

giovedì 10 marzo 2016

Marvel A new univers Spiderman Family 1 - Una famiglia di ragni




Miles non è uscito bene dall'ultima avventura degli Avengers e Peter si preoccupa per lui.
Intanto scopriamo i nuovi membri della Spider Family.

Clicca qui!

#SpiderMan
#SpiderManFamily
#MarvelAnewuniverse

mercoledì 9 marzo 2016

Perfetti Sconosciuti - Difficile ( non ) parlarne




Inizialmente non pensavo minimamente che mi sarei messo a scrivere di Perfetti Sconosciuti: sono andato a vederlo Sabato ma non mi sarei mai aspettato che mi lasciasse così, in questo stato.
Venerdì, pensando al futuro, avevo deciso di vedere tutta la quarta stagione di HOC, convinto che questa sarebbe stata la mia nuova recensione ma nulla mi aveva davvero preparato ad una cosa del genere, ad un film del genere.
Perfetti Sconosciuti mi ha colpito nel profondo, mi ha fortemente scosso e, se conosco un modo per esorcizzare i miei demoni, scriverci sopra dovrebbe aiutarmi... Così eccomi qua: parliamone!
Prendete sette ottimi attori e, per volere di sceneggiatura, rendeteli migliori amici da una vita; prendete una tavola imbandita per una cena a cui tutti sono invitati e fateli portare con loro i telefonini, scatole nere delle loro vite.
Ben presto, spinti da un gioco molto simile alla roulette russa visti i successivi risultati, i telefonini inizieranno a squillare grazie a messaggi e chiamate, portatrici di segreti, a portata d'orecchio di tutti.
Dall'inizio del secondo tempo in poi, il primo è principalmente una preparazione per lo spettatore, i protagonisti iniziano a colpirsi al cuore a vicenda, chi colpisce tutti, chi ne colpisce uno lasciandosi adosso segni indelebile volontariamente e involontariamente che, solo in parte e solo per loro, verranno sanati nel finale.
In questo film, girato tutto nella stessa location, non è ciò che si dice, quindi il colpo in sè, a ferire davvero lo spettatore, quello succede solo due o tre volte, ma il modo in cui i protagonisti o i non protagonisti, qui solo chi ha visto il film potrà capire il riferimento, si guardano negli occhi durante il confronto, si lanciano uno sguardo che va dal sofferto al rabbioso e che in qualche modo ti colpisce dentro come se fosse diretto a te, come se tu stessi giudicando o fossi tu ad aver ricevuto quel messaggio.
Potrà sembrarvi strano che abbiate visto o no il film ma quegli sguardi, è come se me li sentissi adosso, se li rivivessi in ogni momento e, in parte, mi chiedo se mai riceverò o leggerò uno di quei messaggi e se ciò mi toccherà allo stesso modo, se mi distruggerà senza mezzi termini.
Così tu sei al cinema, hai anche convinto un tuo amico a venire con te, ma non ti eri preparato ad un film del genere e tu, tu che sei una di quelle persone che non si fida molto delle persone a cui da il cuore, che si sente insicuro e che mente inizi a guardarti intorno, anche se non hai fatto nulla lo fai solo perché hai paura, perché hai l'ansia.
Ed il film va avanti così ti dici, dopo il primo segreto, si limiterà a farti venire l'ansia ma ti sbagli e tu continui a non essere pronto, non sei pronto ad un'altra serie di scossoni, uno più forte dell'altro, uno silenzioso in mezzo ad altri molto più rumorosi che, piano piano, ti colpiscono.
Il bello poi è che a farti più male, a dar via a quel nodo che ormai ti sta chiudendo lo stomaco, non è uno degli scossoni rumorosi ma è quello più silenzioso, quello che non ti aspetti, che nessuno si aspettava e che ti ricorda che la roba peggiore arriva da chi meno te l'aspetti.
Così la sala che per tutto il primo tempo e per un po' del secondo tempo ha riso a crepa pelle quasi da non farti sentire il film si pietrifica, rimane in silenzio e come te si attacca alla sedia.
E, ad un certo punto, vorresti urlare e dare un pugno a qualcuno ma non puoi muoverti, non sai cosa fare e dire.
Poi, dopo che come un lampo hai visto così tante brutte cose che quasi vorresti ucciderti, il film finisce e tu credi di essere salvo, ma poi d'un tratto ti torna in mente e sei finito: ti tocca scriverne per andare avanti.
Perfetti Sconosciuti porta un gruppo di amici sullo schermo e lo distrugge pezzo per pezzo, ti ricorda che siamo tutti frangibili, vicini al peccato e alla bugia, traditori e traditi e lo fa nel modo peggiore.
È un film che riesce a far sentire in colpa, a farti ripensare al passato e a come sarai ed il bello è che lo fa in così poco tempo da lasciarti un segno indelebile.

Alla prossima!

#PerfettiSconosciuti
#Film
#Italia

martedì 8 marzo 2016

Marvel A new universe SHIELD 1 - Squadra Alpha





Tocca andare avanti con la nostra storia spostandoci però nella nuova sede dello SHIELD.


#Marvel
#ANewUniverse
#MarvelItalia

lunedì 7 marzo 2016

Un Incazzoso Lunedì 76 - Concorrenza









Lo scorso Venerdì è uscita su Netflix la quarta stagione di House Of Cards o HOC per quelli più in dentro alle serie tv.
Parlo di uscita su Netflix perchè, in America e in tutto il mondo, la serie è arrivata sulla nota piattaforma online mentre, invece, da noi è arrivata su Sky visto il vecchio contratto in esclusiva stipulato dai due servizi televisivi.
Ora, è chiaro che non mi posso minimamente lamentare del mancato arrivo della serie sul nostro Netflix perchè sarebbe da pazzi tuttavia posso lamentarmi di chi ha iniziato ad urlare allo scandalo e al voler abbandonare Netflix non solo per la mancanza di questa serie ma anche per l'eliminazione dal catalogo italiano di una serie di film molto famosi.
Sarebbe bello avere tutto ciò che vogliamo nel catalogo tuttavia la gente dovrebbe rendersi conto che avere i film e le serie tv costa, costa soldi e soprattutto un mucchio di soldi: avere tutto è impossibile e si parlerebbe più che altro di rinunciare a qualcos'altro quindi nessuno sarebbe contento.
Per di più le eliminazioni effettuate da Netflix sono delle eliminazioni ponderate: l'azienda rinuncia soltanto ai contenuti non visti più di tanto dal grande pubblico.
Tutto questo serviva soltanto a dirvi una cosa: fate un bel respiro e rilassati perchè qualsiasi nuova realtà ha bisogno di tempo per crescere e diventare più solida.
Pensateci.

Alla prossima!

#SerialUpdate
#TelefilmAddicted
#UnIncazzosoLunedì
#Netflix

venerdì 4 marzo 2016

The Shannara Chronicles - TWD Fantasy col peggiore dei finali








Visto che Mercoledì per via dell'università e perchè non avevano messo online nessuno dei telefilm che stava finendo non sono riuscito a scrivere oggi recupero con due articoli: prima Agent Carter e ora The Shannara Chronicles.
Ah, lo dico prima di qualsiasi cosa: in questa recensione farò spoiler, prevalentemente sul finale di stagione
Quindi, vediamo un po', normalmente non amo il fantasy, la parte del viaggio mi annoia, e , proprio per questo, mi sono avvicinato a Shannara in modo molto titubante: avevo paura di annoiarmi a morte anche se, questa cosa, fortunatamente non è mai successa.
Tuttavia spero davvero, dopo aver visto tutta la serie, che i romanzi originali non siano così anche perchè tolto primo e penultimo episodio la serie non mi ha davvero detto molto: è un fantasy normale, niente di più e niente di meno, nulla di nuovo e forse è proprio questo il vero problema.
Nel 2016 che tu sia un' opera tratta fantasy classico o no se vuoi trattare questa materia credo che tu debba si rifarti al classico ma provare anche qualche piccola novità, così, solo per variare e non sembrare la solita minestra riscaldata con personaggi diversi.
Shannara purtroppo porta una ventata di novità, basate principalmente sulla costituzione base dei romanzi, solo nel primo episodio lasciando poi, tutto il resto, alla materia classica, senza variare mai nulla e, cosa abbastanza grave secondo me nel 2016, rifacendosi in parte ad alcuni episodi di The Walking Dead come l'elfo cannibale e torturatore o la cittadina paradisiaca ma marcia dentro in mezzo all'apocalisse.
È chiaro, anzi quasi scontato, che se questi avvenimenti sono presenti nel romanzo originale è stato TWD ha riusarli tuttavia vederli qui dopo averli già visti in The Walking Dead rende Shannara molto poco originale.

Detto questo, direi che è arrivato il momento di parlare del finale: un abominevole finale.
Prima di tutto perchè hanno messo una canzone durante una scena per fare, a sua volta, scena se questa tecnica non è mai stata utilizzata durante tutta la serie?
Non so, l'ha resa una bambinata ancora di più di quanto lo è.
Questa stessa canzone poi è stata utilizzata durante il ritorno a casa di Amberle e di Will che possono pure averci messo 6 episodi da casa fino alla cripta però ci mettono mezza giornata per fare il viaggio inverso, un viaggio di ritorno che ha visto protagonisti solo Will e Amberle perchè Eritrea ha deciso, senza nessun vero motivo, di sacrificarsi per gli amici, anche se non ce n'era bisogno, buttandosi adosso a dei troll del cavolo ammazzandone due, tra le altre cose, senza nessun problema.
Certo Eritrea aveva appena trovato il suo scopo, era diventato un personaggio interessante ma chissene meglio farlo sparire per il finale e per il viaggio di ritorno perchè, se ci fosse stata pure lei, i due elfi non sarebbero potuti andare a letto insieme ad un passo dalla fine del mondo.
Una fine del mondo bloccata in qualche modo, che poi lo sanno solo loro come dovrebbero bloccarla sta fine del mondo, da due eserciti, elfi e nani, su quattro delle quattro razze che popolano il mondo di Shannara: ora, dico io, capisco che non hai i soldi ma potresti pure prenderli quattro stronzi per fare gli umani almeno sai giusto per dare qualche senso a questa cazzo di fantasy.
Parliamo di un fantasy no?
No?
E allora dammi le varie razze che dovrebbero esserci in un fantasy, maledizione.
Mentre i due giovani protagonisti decidono di fare quello che gli pare le uniche due razze a cui frega del destino della loro stessa terra combattono contro l'esercito dei demoni e vediamo, oltre a varie momenti top senza ne capo ne coda o introspezione, il nostro druido preferito affrontare il re dei demoni ad armi pari, quindi avrebbe potuto affrontarlo in qualsiasi momento ma vabbè lasciamo stare.
A questo punto, dopo la morte del re dei demoni nel modo più stronzo della vita mia e sua, Amberle salva tutto e tutti rendendo l'intero viaggio che ha fatto e qualsiasi altra cosa successa nel mentre completamente inutile.
Grazie Amberle, ti salvi solo perchè sei carina e sei inglese, credo.
Niente, Shannara finisce così nel nulla vero e propria lasciandoci con un tremendo presentimento per la seconda stagione: i nostri eroi contro il super cattivo meno carismatico della storia.

Grazie Shannara, spero che tu possa lasciarmi in pace in futuro.

Alla prossima!

#SerialUpdate
#TelefilmAddicted
#TheShannaraChronicles

Agent Carter 2 - Fatti sotto Daredevil








Lo scorso 10 Aprile, grazie a Netflix e su Netflix, Daredevil arriva nelle nostre case e viene, quasi subito, eletto come uno dei migliori prodotti, se non il migliore, provenienti dalla Marvel: lo stile noir, la violenza poco edulcurata e la perfezione del prodotto sono alcuni dei suoi tanti pregi.
Purtroppo però, principalmente perchè è stato preso sotto gamba, c'è un'altra serie, uscita anche prima, ad essere molto vicina a Daredevil per qualità che non è stata minimamente guardata dal pubblico e, ancora adesso proprio per questo motivo, rischia di non arrivare ad una terza stagione: Agent Carter.

Inizialmente, devo ammetterlo, avevo evitato Agent Carter perchè, come tutti visti gli ascolti, non avevo il minimo interesse in una serie del genere: il primo film di Captain America non mi era piaciuto e la stessa Peggy Carter non mi aveva detto nulla.
Per di più avevo già avuto una brutta esperienza con la prima stagione di Agent Of SHIELD e, forse proprio per questo, non sentivo nessun bisogno di mettere ancora a dura prova la mia fiducia verso mamma Marvel.
Tuttavia d'estate, tra una comedy e l'altra, il tempo a casa era molto così gli diedi un'occhiata e, in poco tempo, anche se non ero ancora sicuro di quello che avrei visto, guardai tutti gli episodi della prima stagione di Agent Carter rimanendone piacevolmente impressionato: non mi ero ritrovato davanti una serie di supereroi senza supereroi o una scialba storiella in costume ma una vera e propria spy story più vicina ad un film di OO7 che ad Agent Of The SHIELD.
Agent Carter non solo aveva un cast di personaggi fantastico e consapevole ma gli autori stessi sapevano di che cosa stavano parlando e sapevano come parlarne.
Così quando venni a sapere di una seconda stagione fui molto contento: Peggy Carter non aveva ancora deciso di abbandonarmi e io avrei continuato ad accompagnarla.

Detto questo chiariamo subito una cosa: se reputo la prima stagione di Agent Carter quasi perfetta non posso dire lo stesso della seconda stagione che è finita alcuni gradini sotto.
Il fatto di preferire la prima alla seconda, di non ritenere quest'ultima tanto bella quanto la prima è principalmente un problema di tempistiche e di scrittura non di attori: questi sono stati perfetti in ogni singola scena.
Così come accadeva un anno fa Hayley Atwell interpreta Peggy Carter, James D'Arcy interpreta il maggiordomo di casa Stark Jarvis e insieme a loro tornano tutti i vecchi comprimari uno più bravo dell'altro, tutti in parte e in grado di rafforzare il proprio personaggio e i vari rapporti: la terza stagione di Agent Carter potrebbe essere tremenda ma difficilmente il pubblico si stancherebbe di questi personaggi così ben caratterizzati.
I capi saldi della serie, chiaramente, sono i due protagonisti che in coppia o divisi o mentre intrecciano altri rapporti non fanno mai un passo indietro, riescono sempre a sorprendenti e sono davvero da premiare.
La Atwell specialmente, che è entrata da tempo nel mio cuore, con questo personaggio ha trovato una simbiosi fenomenale e la stessa amicizia tra lei e D' arcy, dentro e fuori dallo schermo, più l'aggiunta della bellissima e dolcissima moglie di Jarvis che difficilmente scorderò non solo rafforza entrambi ma rende tutto il resto più convincente, migliore.
Insieme a loro, quest'anno, entrano in scena nuovi personaggi come  Whitney Frost e Joseph Manfredi interpretati perfettamente da Wynn Everett e Ken Marino: credo che sia una cosa molto difficile interpretare personaggi non propriamente cattivi ma senza scrupoli perchè sono, più precisamente, mossi da un determinato motivo peccato che i due lo facciano magnificamente.
Come potete vedere e come ho già detto non sono gli attori il problema di questa seconda stagione e, forse, neanche la scrittura della storia in sè ma questa stessa unita ad una tempistica dell'intera avventura non proprio corretta.
Guardando questi dieci episodi infatti vi ritroverete almeno due o tre volte a percepire un gran finale, questo arriverà solo nel decimo episodio, tuttavia è come se già in due occasioni precedenti la storia potesse esaurirsi e, invece, gli autori avessero deciso di portarla avanti per colmare quel gap di dieci episodi.
Questo continuo rimando inizialmente non si sente tuttavia si rimane, almeno per me, pesantemente colpiti guardando l'ultima puntata che si divide in due tronconi fondamentali: nei primi veni minuti i nostri eroi riescono a risolvere la situazione di pericolo, in un modo completamente privo di climax, e nella seconda parte dell'episodio si vanno mano mano a chiudere tutte le storie lasciate aperte dando un finale completo all'intera serie se mai non ci sarà una certa stagione.
Certo, alcune cose mi lasciano ancora perplesso, come per esempio il flirt possibile tra Jack e Peggy che sparisce dopo la prima stagione tuttavia solo questa stranezza nelle tempistiche viziata, ne sono quasi certo, da un numero troppo alto di episodi fa decadere una stagione che si era trovata al livello della prima per molto tempo e che ci era riuscita a dare momenti molto forti dal punto di vista emozionale come, infondo, era già successo precedentemente.

Quindi Peggy, se è finita qui e non tornerai, ti voglio bene, grazie di tutto.

Alla prossima!

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martedì 1 marzo 2016

Marvel A new universe Avengers 1 - Vecchi pericoli, nuovi nemici


Passato il prologo è arrivato il momento di andare avanti e di iniziare il mio primo arco narrativo dedicato alla mia testata ammiraglia.


Marvel A new universe Avengers 1 - Vecchi pericoli, nuovi nemici

Alla prossima!

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