venerdì 20 ottobre 2017

Perchè questo nuovo "IT" va bene?






Parallelo all'articolo di Mercoledì che trovate sotto questo ho deciso di spendere qualche parola su un film che ho visto ieri e che reputo meraviglioso: "IT".

Questo "IT", remake della prima parte della serie televisiva uscita anni fa e adattamento del romanzo di King, si meriterebbe una recensione a se, che magari farò, ma ora non ne ho il tempo.
Questo remake fa tutto quello che fa l'opera originale e, usa il cinema, per farlo meglio.
Questo remake fa paura, forma i ragazzi e prepara il terreno per un sequel in maniera perfetta.

Questo nuovo "IT" mi ha commosso e mi ha fatto rabbrividire.
Questo nuovo "IT" era ciò che volevo e non mi ha minimamente deluso.

In questo film c'è una storia, uno scopo e dei bellissimi personaggi.
Non si perde tempo, non c'è neanche una scena fuori posto o senza un senso.
Questo è un film studiato meravigliosamente che però non manca di umanità e di dolcezza.
Questo è il grande cinema che diventa un grande film.

Questo film ha un'anima meravigliosa che tutti dovrebbero vedere.

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Alla prossima!

#Editoriale
#IT

mercoledì 18 ottobre 2017

Perchè "Blade runner 2049" non va bene?




Perché "Blade runner 2049" non va bene?
Basterebbe solo la foto di questo articolo per chiudere la discussione, il mio odio per Leto ormai ha raggiunto livelli altissimi, ma credo ci sia bisogno di scriverci qualcosa sopra.
Per farvi capire, per farvi soffrire come io ho sofferto.
Chiaro che in questo articolo ci saranno spoiler su tutto il film perché, tanto, non vale tutto il prezzo del biglietto.

In primis, proprio perché vai a toccare un classico del cinema che, personalmente, mi è piaciuto ma non ho amato, devi fare di più e non parlo del lato tecnico o registico, quella è roba magnifica in questo film, parlo di tutto il resto.
Parlo del resto perché se la tecnica non si può toccare la trama e alcuni attori così come i personaggi non sono perfetti.
Questo, proprio per il nome, era un film per cui si doveva fare di più.

Poi abbiamo un'intera prima parte di film che, visto il finale e tutta la seconda parte, poteva benissimo essere fatta diversamente e alcuni personaggi, come Madame, potevano essere tagliati, o, come Joy, potevano essere usati meglio.

Joe o Ryan o K, chiamatelo come volete, è perfetto bastava soltanto che arrivasse ad un punto: purtroppo non ci arriva alla fine.
Cammina in posti bellissimi, fa cose fiche ma non arriva a nulla.
Arriva ad una verità molto forte, molto importante, che però si svuota di fronte ad un finale troppo aperto, troppo a caso, per un dettaglio, e troppo portato verso un terzo capitolo che, visti gli incassi, non arriverà mai.

Questo forse è il grosso problema della pellicola: sembra vivere troppo per un terzo episodio che non vedrà mai la luce.
Due scene importantissime in questa pellicola servono solo in funzione di un seguito, costringono la pellicola a non trovare una conclusione e, sinceramente, fanno solo rodere il culo.

Andatelo pure a vedere al cinema sto film ma non pagate il biglietto a prezzo pieno.

Ah, io di Leto non parlo.
Ha rotto il cazzo questa cosa che ha i suoi mini film nel vero film.


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#Editoriale
#BladeRunner2049

lunedì 16 ottobre 2017

The amazing Spiderman 3 - Scontro alla Oscorp 2




Eccoli lì, fermi, uno davanti all'altro.
Kraven sapeva di Peter.
Peter voleva solo far male a Kraven.
Questo era il loro primo incontro e, per entrambi, sarebbe anche stato l'ultimo.

Il ragazzo ormai aveva qualche anno di esperienza e si sentiva sicuro di sé.
Forse aveva perso alcuni colpi, con Gwen o con Testa di martello, ma dopo ciò che aveva visto, dopo Felicia non poteva fare altrimenti.
La ragazza era arrivata nella sua tana sanguinante e mezza morta.
Peter non glie l'aveva mai mostrata e non sapeva come la giovane ci fosse arrivata ma che altro poteva fare se non aiutarla?
Che altro poteva fare se non vendicarla, ora come ora?

Kraven non fece nulla, non si mosse.
Non ne aveva bisogno perché tanto sapeva che l'avrebbe fatto l'altro.
Meglio avere un vantaggio che farsi dominare dalla rabbia come il giovane.
Mancava poco alla fine.
Davvero poco.

venerdì 13 ottobre 2017

"Dynasty" Reboot - Episodio 1




Di recente è diventata un po' un'abitudine parlare, quasi a caldo, di episodi di serie nuove appena visti.
Che mi interessino o che li disprezzi, che mi abbiano spaventato o soddisfatto trovo sempre il tempo di parlare di qualcosa di "particolare".
Ecco, "Dynasty" è il prodotto particolare di oggi.
Venite signori e signori, venite ad ascoltare del nuovo terribile reboot in casa CW, completamente fuori target e fuori tempo.

Con un ambientazione odierna e un ringiovanimento di tutto il cast, anche se si continua a parlare di una soap quasi per anziani, in casa Warner si cerca di prendere il pubblico più giovane con un'idea vecchia, aggiornata ad oggi, creando però un vero e proprio mostro del trash.

Che sia il sesso troppo ripreso e richiamato per essere più wild del wild o i continui colpi di scena uno dopo l'altro senza neanche darti il tempo di respirare, qualsiasi cosa sia non funziona o, quantomeno, funziona all'inverso.
Nel primo episodio abbiamo quattro tradimenti, due colpi di scena, un matrimonio e un omicidio/incidente mortale.
Tutto questo in quaranta minuti condito da battute al veleno e altre cavolate senza un attimo di tregua.
Più episodi della soap passata schiacciati in un'unica occasione solo per stupire e, più che altro, rincoglionire.

Questo "Dynasty" è così convulso che non riesce a far capire nulla a nessuno e sicuramente non riesce ad appassionare.
Questo è ciò che accade quando si vuole fare un qualcosa che non ha senso di esistere da qualsiasi angolazione la si guardi.
Ah, io continuerò a guardarla.


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#Recensione
#Dynasty

mercoledì 11 ottobre 2017

Vedere, ora, il primo "Blade runner"




Se vi siete chiesti dove sono stato sino a questo momento vi rimando qui, alla mia pagina di Facebook, dove potrete trovare una spiegazione.
Detto questo, andiamo avanti.

Guardare un film come "Blade runner" ad anni dalla sua uscita, conoscendo la trama e le teorie dietro alcune scene è un'esperienza particolare.
In primis non è minimamente come il romanzo, non l'avrei mai detto a dir la verità, e sicuramente l'ho trovata migliore.
Lo stile e l'idea alla base sono particolarissimi per quegli anni e allo stesso tempo, se uno conosce il genere, è molto facile ritrovarci i tratti del noir che sono presenti sin dall'inizio.
Si capisce perché molti lo chiamano capolavoro e altri, inizialmente, non l'hanno amato per il suo ritmo altalenante anche se io l'ho amato.
Infine, tutto gira intorno alla grande teoria sul film, ci sono molti indizi verso quella via ma si vedono solo in prospettiva e non sono chiari ad una prima visione o senza sapere il pregresso che l'ha scatenata.

Guardare un film del genere, per la prima volta, dopo tanti anni dalla sua uscita ti rende impaziente perchè vuoi arrivare alla fine e vuoi sapere se è tutto come ti è stato raccontato.
Guardare un film del genere ti serve per capire come si fa un film e, però, come non si fa un adattamento fedele.
Guardare un film del genere ti fa capire perchè dovevi vederlo.

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#Editoriale
#BladeRunner

mercoledì 4 ottobre 2017

Quanto è brutto "Inhumans" ?




ATTENZIONE, QUESTA "RECENSIONE" SI BASA PRINCIPALMENTE SUI PRIMI DUE EPISODI DELLA SERIE CHE AL MOMENTO SONO GLI UNICI TRASMESSI.

Che qualche cosa non andasse in "Inhumans" si era capito sin dal primo momento.
Sin da quando si era deciso di rendere un film una serie tv e poi ancora un film e una serie tv insieme: insomma in casa Marvel non avevano le idee chiare.
Certo, in questo non c'è nulla di male ma sicuramente non è un buon inizio e, visti i risultati, non era una sensazione sbagliata.

Questo perché, "Inhumans" è un brutto prodotto o, quantomeno, è triste.
Triste perché, pur se fatto a costo zero per la ABC/Disney/Marvel, solo IMAX ha pagato per la sua produzione, sembra una roba che potrei fare io con una videocamera normale e un uso più sapiente di un pc.
Non sembra un film da mandare al cinema ne sembra un prodotto al pari delle serie Netflix o del "semplice" "Agent of the SHIELD".
La grafica computerizzata non è il massimo e gli attori potevano un secondo imparare a recitare, Crystal è davvero agghiacciante.
Non c'è nulla di epico, nulla di davvero stupefacente e nulla che giustifichi la visione al cinema o il continuo della visione a casa.
Nulla di nulla.

Eppure la serie aveva delle basi solide, non dico mastodontiche ma comunque abbastanza interessanti.
Avevamo i personaggi, l'ambientazione, la mitologia e la continuity Marvel su cui fare affidamento ma si è deciso di non farlo.
Si è deciso di creare personaggi monodimensionali, di levargli ogni strato di interesse e di abbandonare Attilan, casa degli Inumani, per la Terra.
Perché, infondo, poche volte abbiamo assistito all'alieno che arriva sul nostro mondo e si scontra con la nostra civiltà: tanto fa ridere.
Si poteva fare di tutto ma si è semplicemente scelto di banalizzare qualsiasi cosa si potesse banalizzare.

"Inhumans" è un prodotto senza l'originalità dei prodotti televisivi e l'epica dei film.


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#Recensione
#Marvel
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lunedì 2 ottobre 2017

The amazing Spiderman 3 - Scontro alla Oscorp 1





Kraven si alzò dalla sedia del suo ufficio e si mise a guardare la città dall'enorme parete a vetri del suo studio: era bellissima.
Kraven ne aveva viste di città ma quella, come aveva sempre pensato, le superava tutte nel bene o nel male.
Il cacciatore sorrise e mentre accarezzava lo specchio si mise a ripensare ai suoi ultimi successi: la Gatta e il boss mafioso della città.
Erano bastati due incontri per mettere al loro posto due persone pericolosissime per i suoi piani.
Era riuscito a fare tutto ciò che doveva fare quando lo doveva fare senza sbagliare un colpo.
La caccia era iniziata il giorno in cui aveva messo piede all'areoporto e da quel momento in poi non si era più fermata.
Kraven annusò l'aria e disse:"Ci hai messo tanto ad arrivare".

Peter aveva visto Felicia, aveva visto quanto era ridotta male e sapeva che doveva fare qualcosa.
Normalmente si sarebbe preparato meglio, avrebbe pensato prima di agire ma non poteva rimanere con le mani in mano: nessuno avrebbe potuto farlo.
Aveva salvato la città da Lizard, aveva fermato Electro e poi Harry: non poteva permettere che una singola persona, per quanto particolare e misteriosa fosse, lo spaventasse.
Gli eroi non si spaventano e lui aveva dimostrato di essere un eroe.
Fu quell'idea, fissa nella sua testa, a portarlo alle spalle di Kraven, nel suo stesso ufficio, a notte fonda: lui era un eroe.

venerdì 29 settembre 2017

Come scriverei 6 - Marvel Legacy 2


Benvenuti alla seconda parte, doveva arrivare prima e doveva essere unica ma sappiamo che ci sono stati problemi, del MIO rilancio dell'universo Marvel fumettistico.
Dopo aver visto tutta la mia idea riguardo alla pubblicazione ecco qui, invece, la mia idea riguardo le storie e le testate.

PARTE 2 - STORIA

Questo primo one shot ha come scopo non solo quello di rilanciare l'intero universo ma di spiegare dove siamo e in che periodo al pubblico.
Questo spillato non solo deve essere un punto zero per tutti ma un rilancio anche per i fan più storici.
Non solo avremmo tutte le coordinate e i protagonisti di ogni testata che vedremo ma ci verrà svelato anche il main villan di questo rilancio che farà partire una trama orizzontale per tutte le testate.

Marvel Legacy - One Shot
Si parte dal finale di "Secret Empire", diverso da quello dell'evento ufficiale, in cui viene utilizzato il Cubo Cosmico per resettare tutto l'universo e per ripartire da zero.
Non sappiamo, quindi, cosa sia in continuity e cosa no.
Chi sia vivo o chi sia morto.
Chi esista e chi non esista.
Scopriamo che questo è ed è sempre stato l'unico universo esistente e ci vengono elencate tutte le varie entità superiori presenti in questo mondo.
Semplicemente, a muoversi e a guidarci nell'albo, abbbiamo una voce narrante che vaga per l'universo Marvel facendoci conoscere tutti i protagonisti delle prossime testate e riportandoci davanti gli eroi storici, come Thor, e facendo tornare al loro vecchio splendore vecchi personaggi come i Fantastici Quattro.
La voce narrante, nel finale dell'albo, scopriamo essere quella di Thanos che, quindi, viene identificato come il grande main villan di questo rilancio sino al mega crossover.
Scopriamo però che il primo supereroe che il mondo ricorda è Iron Man, arrivato nel 2008 come nell'universo cinematografico, e che ora è il 2017.

    Testate Regolari

  • Fantastici Quattro
Quartetto importante. Figli di dieci anni. Famiglia di esploratori.
  • Avengers
Gruppo del film. Ricordata formazione originale più aggiunta di Cap.
Ricordati come eventi Civil War/Dark Reign/Vendicatori Divisi.
Non ci saranno sempre tutti gli Avengers in squadra.
  • Iron Man
Tony a capo delle Stark Industries.
Riri ragazza dotata che lui nota e prende sotto al sua ala.
  • Thor
Thor è Thor e Asgard con Odino e tutti gli dei è al suo posto.
Jane ha il cancro e sta morendo tuttavia la sua "unione", questa volta, è con Valchiria.
  • Capitan America
Steve come Cap e Falcon come Falcon vagano per l'America dopo l'elezione di Trump per capire l'America.
  • Hulk
Banner unico Hulk e Amadeus lo aiuta a controllare le proprie trasformazioni.
Si ricorda WWH.
  • SHIELD
SHIELD al centro di tutto con il team di Coulson della serie e Occhio di falco e la Vedova nera che lavorano tutti insieme.
  •  Guardiani della galassia
Team del film.
Vengono ricordati tutti i vari eventi sino a War of kings
  • X Men
Team originale con occhio importante alla scuola.
Jean ha il potere della Fenice sotto controllo grazie a tutta una serie di muri mentali di Xavier che quindi è vivo.
  • The Defenders
Team della serie Netflix che affronta Kingping a capo della città di NY.
  • Runaways
Team della serie appena nato che ricorda le origini del primo fumetto.
  • Inumani
Attilan unica città con gli Inumani sulla Luna. 
La famiglia reale è al centro della vicenda.
  • Spiderman
Peter adulto che lavora in una sua startup e cerca di stare con MJ che è indecisa.
Miles Morales è uno studente di Peter che vive il lato della doppia vita studente/eroe.
  •  Dr Strange
Strange mostra i lati magici del mondo Marvel.
  • Capitan Marvel
Carol e Kamal lavorano come supereroine e nel mentre abbiamo dei flashback del primo Capitan Marvel.
  • Ant Man e Wasp
Sono marito e moglie più giovani di quanto lo erano inizialmente.
Tra di loro ci sono molte luci e ombre.
  • Pantera Nera
Challa diventa re nel primo numero e nello stesso momento Pantera.
Si vede principalmente il suo mondo.
  • Agent Carter
Serie ambientata nel passato del mondo Marvel subito dopo la trasformazione di Steve in Capitan America.
  • Punitore
Personaggio della serie Netflix con i lati della serie Max.
  • I Maximoff
Confronti e scontri nella famiglia Maximoff e un occhio ai poteri di Scarlet che hanno portato, per poco, ad House of M.
  • Thanos
Vita e messa in atto del piano malvagio di Thanos.
 
Dopo queste prime 21 testate regolari si passa alle altre quattro che sono antologiche.
  •  Journey into the mistery
Serie con tema fantasy.
Odino come narratore/personaggio fisso.
  • Tales of suspence
Serie a tema spionaggio.
Fury, quello originale, come narratore/personaggio fisso.
  • Amazing fantasy
Serie a tema horror.
Lucifero è il narratore/personaggio fisso.
  • Strange Tales
Serie a tema fantascientifico con ambientazioni spaziali principalmente.
Star Brand è il narratore/personaggio fisso.
 
Da queste testate, come abbiamo detto, arriveranno dal primo annual una serie di spin off sui personaggi più richiesti e amati o su chi serve agli autori.
In alternanza di questi spin off vari "voluti dal pubblico" abbiamo degli spin off a tema:

  • Villan
  • Next Gen
  • Dimenticati
  • Gruppi
Infine abbiamo i primi quattro mega crossover con tanto di serie spin off collegata

  • Infinity War/Thanos come villan/Avengers come testata principale/Nebula come personaggio della serie spin off
  • Shadownation/La mano come villan/The Defenders come testata principale/Ben Urich come personaggio della serie spin off
  • Grounded/Inumani come "villan"/i Fantastici Quattro come testata principale/Marvel Boy come personaggio della serie spin off
  • Humans hate/Striker come villan principale/X Men come testata principale/Namor come personaggio della serie spin off
 
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#ComeScriverei
#Marvel
#MarvelLegacy

Come scriverei 5 - Marvel Legacy 1



Lo so, lo so che questo articolo doveva arrivare prima e so anche che è una settimana che non mi faccio vedere ma ieri ho fatto l'ultimo esame di questa sessione e del mio primo effettivo anno all'università quindi abbiate pietà e fate come se non fosse successo nulla.
Io, però, non posso far finta di nulla quindi eccomi qui con un articolo enorme, per farmi perdonare, e con la promessa di una sorpresa, sempre a tema fumetto, che arriverà Domenica.
Detto questo però andiamo avanti e vediamo come avrei strutturato e scritto la nuova rinascita Marvel: ecco il mio Marvel Legacy.
Scrivendo mi sono accorto di aver fatto un articolo abbastanza denso e quindi, per non annoiare, mi trovo costretto a dividere, comunque, in due la pubblicazione.

PARTE 1 PUBBLICAZIONE

Seguendo l'idea del Rebirth direi, come poi ha fatto la Marvel effettivamente, di iniziare con un singolo one shot e poi annuncerei un numero ben definito di testate molto lontano dall'altissimo numero scelto dalla Marvel proprio perché uno dei loro numerosi problemi è dovuto alla quantità enorme di fumetti che sparano fuori ogni settimana.
  1.  One Shot: Marvel Legacy
  2.  25# Testate
Tutte le testate iniziali, che arriveranno dopo il one shot e dopo un mese di pausa dal finale di "Secret Empire", saranno basate principalmente sui personaggi portati sullo schermo , sia grande che piccolo, dalla Casa delle idee proprio perché è li che risiede la più grande forza della Marvel.
Tutte le testate ripartiranno dal numero uno.
Da tutte queste testate, poi, nasceranno tutti una serie di spin off, uno a testata, proprio per mantenere una stabilità e una continuità in tutto l'universo.
Gli spin off saranno ordinati per il successo di un personaggio o per volontà editoriali e di storia.
Gli spin off arriveranno dopo la fine del primo arco narrativo di dodici numeri e il corrispettivo annual.

Ogni testata, sempre, che sia uno spin off o una originaria avrà, a monte, una dodicina di numeri assicurati così da scrivere almeno un arco narrativo conclusivo o aperto, a seconda dei dati di vendita, così da non uccidere un personaggio sul nascere.
Se la testata verrà cancellata o il finale della serie è auto conclusivo e il personaggio ci saluta per un motivo o per l'altro o si decide di farlo confluire su un'altra testata.
Se la cancellazione è un qualcosa che può capitare a qualsiasi personaggio si è anche costretti a concludere la sua storia in qualche modo o a riutilizzarlo senza farlo sparire: l'universo Marvel deve essere stretto e coeso.
Tutti le testate proprio seguendo questa stessa logica devono mostrare un buon numero di comprimari per il protagonista e segnalare una continuity tra le testate.
Ogni personaggio deve avere un uso controllato: non si può mettere Spiderman su qualsiasi testata perché vende.

I mega crossover che ormai impazzano ogni mese in Marvel verranno eliminati completamente a favore di, pochi, mini crossover tra testate che fanno parte dello stesso mondo narrativo.
Il primo mega crossover arriverà in concomitanza con "Infinity War" nelle sale.
I vari mega crossover che, da quel momento in poi, arriveranno ogni due anni dovranno sempre avere una base solida in una singola testata con il protagonista di questa che vive effettivamente tutto il crossover.
Il ruolo di protagonista e di perno della vicenda sarà vissuto a turno.
Dopo ogni mega crossover avremo una singola testata di dodici numeri con protagonista un personaggio secondario alle prese con l'aftermath dell'evento.

Nel parco testate originale, nelle 25 che ho annunciato quindi, ci sarà spazio per il ritorno di quattro testate antologiche storiche della Marvel a cadenza trimestrale alternata con il doppio delle pagine di uno spillato normale.
Queste testate non solo saranno legate strettamente alla continuity e avranno un singolo personaggio protagonista a storia ma avranno un ambito ben definito e ogni episodio verrà seguito o introdotto da un narratore simbolo della testata.

Domani arrivano i piani narrativi veri e propri e tutte le varie testate.

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venerdì 22 settembre 2017

Perchè i primi tre episodi della nuova stagione di "You're the worst" sono perfetti?



Lo so, lo so: sono in ritardo e ormai è uscito anche il quarto episodio di questa stagione ma non ci importa.
Ok?
Ok, non ci importa, quindi non pensateci e scendete subito sotto all'inizio dell'articolo.

Questo articolo non è minimamente indicato per colore che non conoscono lo show.

Le prime tre puntate della terza stagione di "You're the worst" sono perfette.
Punto.
Senza se e senza ma.
Nessuno potrà mai dirmi il contrario ma perché?

Questa stagione si poneva il grosso obiettivo di riunire i due protagonisti della serie, Gretchen e Jimmy, che si erano separati nell'ultimo episodio che abbiamo visto: Gretchen aveva appena accettato la proposta di matrimonio di Jimmy salvo poi vederlo subito scappare via e lo stesso Jimmy era chiaramente caduto in crisi per la morte del padre.
I due protagonisti che avevano fatto così tanti passi avanti nel corso delle stagioni precedenti erano definitivamente andati: non erano più una coppia.

I primi due episodi di quest'anno, giustamente, sono due premiere completamente separate: la prima ci mostra Jimmy e la seconda Gretchen e chi è rimasto in città.
Questi primi due episodi sono perfetti perché raccontano di due realtà diverse, di due crisi parallele ma partite dalla stessa origine e, nel frattempo, ci raccontano di cosa accade agli altri.

Il terzo episodio, invece, è il finale di queste due premiere ed è l'incontro che tutti aspettavamo: Jimmy torna a casa.

Proprio questo episodio, per via dell'incontro tra i protagonisti, è il migliore del trio: Jimmy e Gretchen sono perfetti, non sbagliano una mossa e tutto quadra.
Jimmy non sa cosa dire, è imbarazzato e confuso mentre Gretchen è follemente arrabbiata e urla solo per avere una reazione e una risposta che gli è stata negata sino a quel momento.

Questi primi tre episodi di questa nuova stagione sono perfetti non solo perché sono  la cosa più normale che qualcuno possa mai vedere in tv.

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#Editoriale
#YouAreTheWorst

mercoledì 20 settembre 2017

American vandal - Documentari deficienti ma divertenti



Terza recensione del nuovo anno lavorativo e terza recensione dedicata ad un prodotto originale Netflix, stavolta, al suo primo anno e speriamo ultimo di vita.

Mockumentary ambientato in una scuola americana, "American vandal" racconta la storia di un giovane "bulletto" accusato di aver disegnato una serie infinita di peni su  tutte le macchine dei suoi professori.
Il ragazzo si professa innocente e così, insieme ad alcuni amici, mette su un documentario per raccontare la sua storia e scoprire la verità.

Diciamo le cose come stanno: "American vandal" è una cazzata, letteralmente e metaforicamente.
Racconta di un crimine stupido, compiuto, forse, da un ragazzo stupido e la maggior parte degli indizi e dei ragionamenti sono stupidi.
Assistiamo continuamente a scene idiote e i grossi momenti drammatici o shockanti di questi soliti programmi sono sostituiti da momenti di grosso disagio nel senso più pacifico del termine.
Non è un prodotto che, come si vede dal trailer, vuole essere serio o trattare di temi seri.

"American vandal" però, strano ma vero, è una cazzata fatta meravigliosamente bene.
Dalla sigla alla regia, dalla fotografia alle interviste o alla messa in scena dei fatti: tutto è tremendamente bello.
Netflix è riuscito a confezionare un prodotto bello quanto "The keepers" o "Making a murdered" senza però la loro tremenda serietà.
La drammaticità, però, con cui vengono narrativi gli eventi e tutti i lati positivi delle due serie citate vengono riproposte senza nessun problema rendendo serio e ben fatto un documentario su dei peni.
Non avrei mai detto che Netflix ci sarebbe riuscita e non avrei mai detto che il livello della serie potesse essere così alto.
Non avrei mai detto che gli attori riuscissero a tirar fuori interpretazioni divertenti e drammatiche allo stesso tempo o che la storia potesse interessarmi così tanto.

Credetemi, se amate questo genere di cose "American vandal" è perfetto per voi.

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#Recensione
#Netflix
#AmericanVandal

lunedì 18 settembre 2017

The amazing Spiderman 3 - La mafia della giungla


Testa di martello non era tranquillo.
Non era tranquillo quanto Kraven sperasse ma doveva arrangiarsi: Kraven voleva solo un vantaggio, anche se piccolo, e almeno quello era riuscito ad averlo.
I due "mostri" si trovavano per la prima volta uno davanti all'altro, tra di loro c'era un tavolo ma poco importava: erano nella stessa stanza.
Testa di martello aveva saputo dopo pochi giorni della presenza di Kraven in città mentre il cacciatore sapeva dell'esistenza del mafioso ancora prima di mettere piede nel suo appartamento a New York.
Ognuno sapeva dell'esistenza dell'altro e, per via dei loro affari, erano costretti ad incontrarsi.
Kraven aveva fatto la prima mossa, come il cacciatore che era, chiedendo un incontro con Testa di martello.
Il re del crimine era stato colto di sorpresa e aveva deciso di rispondere usando il suo appartamento come sede dell'incontro.
Ognuno sapeva cosa fare e come rispondere per le rime: era come se fosse una partita a scacchi mortale.
"Vorrei sapere il perché di questo incontro" chiese il padrone di casa all'ospite.
Kraven sorrise.
"Non prendiamoci in giro: io so chi sei e tu sai chi sono io. 
Ognuno sa chi è l'altro e che cosa fa.
Ho deciso di chiederti un incontro perché sto per mettere le mani su questa città in qualche modo e so che la cosa potrebbe disturbarti quindi ti avviso: stammi lontano o sarà peggio per te".
Questa volta fu Testa di martello a sorridere.
"Perché dovrei? 
No, spiegami perché dovrei ascoltare un uomo di cui pochi sanno qualcosa, perché dovrei dare retta ad una persona che non ha minimamente dimostrato di essere una possibile minaccia?
Spiegamelo e allora, solo allora, se la tua risposta sarà sufficiente ti ascolterò".
Kraven questa volta prima di rispondere si fermò, chiuse gli occhi e abbassato il capo rivoltò il tavolo che divideva i due uomini andando dritto alla gola d Testa di martello.
"Credi davvero che non sono una minaccia?
Credi che non possa uccidere te e tutti i tuoi uomini?"
Senza minimamente rispondere, dopo essersi velocemente ripreso dalla sorpresa, Testa di martello diede una testata fortissima all'uomo che lo teneva per la gola liberandosi così dalla presa.
Kraven si appoggiò al suo ginocchio per non cadere.
"Non farlo mai, non minacciarmi mai più".
Mentre i due uomini avevano iniziato a squadrarsi i vari sgherri che si erano portati dietro si puntarono subito le pistole contro: un gruppo contro l'altro.
Prima della fine, prima del momento peggiore i due capi banda fecero segno di abbassare le armi: avevano preso una decisione.
"Non ostacolerò le tue attività, tranquillo.
Sono solo venuto a dirti che qualcosa si muoverà e tu non potrai controllarla" disse Kraven.
"Fai quello che vuoi ma se solo proverai ad avvicinarti scoppierà una guerra: sei avvertito".
Kraven sorrise e prese la via per la porta.
Per ora la storia tra i due era chiusa, doveva occuparsi del ragno e della sua amica, ma prima o poi avrebbe rimesso le mani su quell'animale e allora sarebbe stato suo.

sabato 16 settembre 2017

American Comics In A Flash 7 - DC Rebirth






Normalmente, in questa rubrica, mi occupo soltanto di singoli archi narrativi, numeri o singole storie.
Mai prima d'ora avevo deciso di confrontarmi con un argomento più grande di questi proprio perchè avevo deciso che questo spazio fosse preciso e mai dispersivo.
Tuttavia, quando si incontra una cosa così bella come il "DC Rebirth" è difficile restare zitti e non lodare continuamente e senza sosta.
Benvenuti ad una lode infinita al "DC Rebirth".

Partito nel Maggio del 2016 questo nuovo rilancio soft da parte della DC è riuscito in meno di un anno a ribaltare non solo il gradimento del pubblico, che fino a qualche tempo fa era completamente negativo,  ma anche a migliorare enormemente la qualità generale delle storie.
Che sia una piccola storia dedicata ad un singolo personaggio o ad un team la cura alla continuity e nella resa dei personaggi non manca mai regalando, finalmente, un affresco del singolo e del mondo intorno a lui sempre aggiornato e ben delineato.
Non c'è più spazio per gli sbagli con questa nuova rinascita.

Come mi è stato detto da un amico, finalmente la DC è tornata a fare quello che si faceva un tempo: è tornata a concentrarsi sulle storie.
Utilizzando, forse purtroppo e forse no, un mostro sacro del mondo del fumetto la casa editrice in cui sono nati Batman e Superman ha riniziato ad utilizzare la vecchia continuity in maniera oculata creando storie sempre più articolate e sempre più connesse l'una all'altra.
Le vecchie storie si uniscono alle storie presenti creando un affresco curioso per i nuovi lettori e appagante per quelli vecchi.

Ci sarà tempo, tanto tempo per parlare di tutte le altre meraviglie del "DC Rebirth".
Andate subito a leggere!

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#DCRebirth

mercoledì 13 settembre 2017

BoJack Horseman 4 - La giusta tristezza



Così come la terza stagione di "Narcos" è stata una sorpresa così la quarta stagione di "BoJack
Horseman" mi ha sconvolto in positivo e mi ha fatto rivalutare, sta volta completamente, una serie che non era mai stata tra le mie preferite.
Non so se fosse l'inconsistenza di una vera trama o l'antipatia nei confronti di un cavallo parlante incapace di salvare se stesso ma le prime tre stagioni dello show non erano riuscite minimamente a far breccia nel mio cuore.
Tutti i momenti più tristi e divertenti mi avevano si colpito ma mai così tanto da intristirmi come molti dicono.
Questo quarto anno, invece,  mi ha stretto il cuore come mai prima d'ora aveva fatto lo show portando nuovi toccanti personaggi in scena e facendo, finalmente, arrivare ad un punto di rottura tutti i vecchi animali parlanti e non presenti nella serie.

Diane e Mr. Peanutbutter hanno capito che il loro matrimonio non funziona.
Princess Carolyn è finalmente sbottata.
Tod ha affrontato se stesso.
Bojack, per la prima volta, è riuscito a non rovinare qualcosa di bello nella sua vita.

In uno show in cui ci si perde sempre, ritrovarsi e affrontare i propri demoni è una grossissima novità ben voluta sicuramente da me che, ormai, trovavo fastidioso il comportamento di Bojack e di tutti gli altri protagonisti.
Da qui in poi si può solo migliorare e portare avanti più di un'evoluzione e più di un personaggio.
Nulla sin'ora come questa stagione ci aveva mostrato quanto tutti non fossero migliorati davvero o non avessero raggiunto il loro vero obiettivo.
"BoJack Horseman" finalmente, esce dal suo giardino di casa e ci mostra come anche chi è senza speranza può sorprenderci.

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#Recensione
#Netflix
#BoJackHorseman

lunedì 11 settembre 2017

The amazing Spiderman 3 - La gatta e il cacciatore





Felicia si mosse veloce.
Senza far rumore, senza destare sospetti di nessun tipo.
Si cambiò d'abito e entrò in azione.
Ormai veniva a queste feste per ricchi solo per approfittarsene, solo per potersi mettere la maschera e fare quello che ormai faceva da un po': diventare ricca.
Non sapeva se era per il brivido dell'atto, per la paura di essere scoperta o semplicemente per la refurtiva.
Sapeva soltanto che si divertiva tantissimo e le andava bene.
Aveva aiutato il ragazzo ragno qualche tempo fa e questo, in qualche modo, le dava la possibilità, si diceva lei, di fare un po' quello che voleva.
Infondo che cos'era un furto rispetto alla cattura di una serie di criminali?
Che cos'era una collana o un anello o un diamante rispetto alla vita del supereroe di New York?
Nulla, quindi ora lei poteva fare quello che voleva.
Aveva salvato il ragno, rimesso in gabbia Harry che aveva evidentemente bisogno d'aiuto e ora poteva godersi il suo meritato bottino.
Questi furono i suoi ultimi pensieri prima di essere colpita alle spalle con una forza inaudita.

"Ma che cav" Felicia non riuscì a finire la frase che ricevette un pugno dritto allo stomaco.
La ragazza non era riuscita neanche ad aprire gli occhi o a girare la testa.
Lo sconosciuto la prese e la spinse con la parete iniziando a soffocarla.
Ora Felicia poteva vederlo: era un uomo di mezza età, di bell'aspetto e vestito bene.
Un uomo con una forza inaudita e uno sguardo che non lasciava dubbi: era un animale.
Prima che l'aria nei polmoni di Felicia finisse l'uomo la lasciò cadere a terra.

"Ah bambina mia" disse lui chinandosi e accarezzando la ragazza in seria difficoltà.
"Tu non ti ricordi di me ma io mi ricordo di te.
Tuo padre ti pensa sempre, parliamo continuamente di te.
Adesso non c'è però, non è qui a proteggerti ma ci sono io quindi ascoltami: basta con questa sceneggiata, basta con la maschera e basta con il ragno.
Altrimenti finirà male, molto male ".
Kraven finì la frase e colpì la ragazza con un calcio allo stomaco.
Si pulì le mani, sorrise e se ne andò chiudendo la porta.

venerdì 8 settembre 2017

Narcos 3 - Una droga di una qualità migliore


Prima serie della nuova stagione televisiva, prima recensione della nuova stagione del blog e primo articolo in ritardo ma si sa: qualche volta può capitare.
Detto questo iniziamo subito a parlare di "Narcos 3".

Se mi avessero detto che la terza stagione, spin off e mezzo seguito, della serie dedicata a Pablo Escobar sarebbe riuscita meglio senza la presenza del grande patron della droga colombiana non ci avrei mai creduto.
Io stesso all'annuncio di questa nuova stagione con il cambio di villan ero rimasto perplesso e mi ero chiesto se questo seguito non avrebbe rovinato tutto, se la mancanza di Pablo o anche dell'agente Murphy avrebbero fatto male al prodotto e se Netflix avesse deciso di prendere, per la prima volta, la strada più facile e meno battuta con un prodotto seriale.
Beh, tutti voi che state leggendo senza aver visto la serie potete stare tranquilli: "Narcos 3" non solo non sfigura davanti ai suoi predecessori ma li supera magistralmente.

Arrivato al successo vero e proprio dopo la caduta di Pablo, il Cartello di Calì, con a capo quattro grandi uomini di diversa estrazione sociale e dalle vite lontane, spadroneggia per la Colombia allontanandosi dall'aggressività del vecchio re della droga e instaurando un legame molto forte con la politica e la polizia.
Calì crea un sistema ancora più forte di quello creato da Pablo arrivando addirittura a muovere i fili del sistema legislativo in maniera sorprendente.
In una Colombia ormai abituata a questo tipo di criminalità toccherà al solo agente Peña, interpretato da un sempre ottimo Pedro Pascal, fermare quest'ultimo cartello e, forse, vincere la guerra al narco traffico per sempre.

"Narcos 3" inizia dove si era fermato "Narcos 2", racconta una storia diversa ma uguale e, soprattuto, lo fa con la stessa modalità a cui, ormai, siamo abituati.
Il Cartello di Calì non è quello di Pablo, ha imparato dai suoi errori e lo fa presente continuamente.
La DEA ha imparato come si comportano queste persone e come deve comportarsi con loro.
La Colombia si è abituata e gli Stati Uniti hanno preso una decisione finale.
Tutto ciò che accade in "Narcos 3" è un proseguimento di quello che abbiamo visto in questi ultimi due anni, è un aggiornamento della stessa storia più ordinato ma anche più brutale.
Per questo questo non è un semplice spin off ma è un vero e proprio seguito senza gli stessi protagonisti, per questo è un miglioramento rispetto all'originale: non replica ma innova.
"Narcos 3" si allontana dal suo passato creandosi un'identità propria senza però rinunciare al proprio passato ma anzi facendone tesoro e sfruttandolo a pieno.
Alla fine credo si possa solo dire che tutto cambia per non cambiare mai.

Le interpretazioni sono migliori delle precedenti ed è sempre un piacere rivedere delle vecchie faccie che magari qualcuno aveva dimenticato.
Se chi conosciamo non ci sorprende per la sua bravura, a farlo sono tutti i volti nuovi che, in un modo o nell'altro, donano carattere e personalità a personaggi già visti, a livello di scrittura e pattern, ma tremendamente reali man mano che li vediamo continuare le loro " avventure ".

Ancora una volta, a differenza del suo reparto filmico, Netflix riesce a sorprenderci e a regalarci un qualcosa di davvero eccezionale.

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#Recensione
#Netflix
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lunedì 4 settembre 2017

The Amazing Spiderman 3 - Il ragno e il cacciatore



Mentre Peter tornava, di nascosto e molto lentamente, a casa un uomo era entrato in città.
Un uomo mai visto prima, che aveva fatto in modo di essere invisibile sino a quel momento aveva finalmente deciso di rivelarsi.
In giacca e cravatta, come un uomo normale cosa che lui non era.
Il gorno dopo, entrò alla Oscorp, alla riunione dei maggiori azionisti, strinse la mano a tutti con un sorriso e si sedè alla poltrona a capo del tavolo.
Lui era il nuovo capo dell'azienda, lui, ora, era il secondo maggior azionista della società insieme al suo socio in affari lontano per lavoro in quel momento.
Si fece dare le ultime notizie sull'azienda, guardò il mercato azionario e, firmati alcuni documenti, prese delle decisioni.
Nessuno obiettò, nessuno disse niente, era come se lo sguardo tranquillo dell'uomo avesse messo tutti a tacere in pochissimo tempo.
Finiti i " convenevoli " si mise più comodo sulla sedia, unì le mani in una piramide, sorrise ancora una volta e disse: " Vorrei vedere tutti i progetti scientifici dell'azienda passati e presenti senza nessuna distinzione ".
Alcuni si guardano negli occhi, altri si mossero subito per eseguire l'ordine.
L'uomo sorrise perchè nessuno aveva ancora capito quanto fosse pericoloso Kraven il cacciatore.

giovedì 31 agosto 2017

Come aggiustare Iron Fist?




Sarà il caldo, sarà che sono stato fuori sino a questo momento ma non riesco proprio a mettere in fila due parole, quindi perdonatemi se farò qualche sbaglio.

Qualche giorno fa, tornato finalmente dalle vacanze, sono riuscito a mettere mano al telecomando e a vedere, su Netflix, tutta la prima stagione di " The Defenders ".
Non sapendo se farò una recensione della serie, potrei farci una live, ho deciso di concentrarmi sul suo elemento più fastidioso e problematico: Iron Fist.
Certo non è solo lui il problema, la serie si vede comunque benissimo e l'ho trovata anche bella tuttavia è sicuramente la pecca più grande del prodotto guardandolo da qualsiasi punto di vista.

Danny Rand, Iron Fist, è, semplicemente, scritto male.
Non si riesce a capire davvero che cosa provi, non si riesce a capire che cosa lo spinga ad agire in un certo modo, è violento, è stupido ed è, sicuramente, il più scarso del gruppo anche se viene venduto come il più potente.
Danny non ascolta, fa cose idiote, sbaglia continuamente e viene sgridato da chiunque entri sullo schermo.

Iron Fist è il peggior personaggio di questo intero progetto quindi, come migliorarlo?


  • Non fargli avere una seconda stagione in singolo
Danny non è pronto a  riaffrontare il pubblico da solo perchè, semplicemente, è il più debole del gruppo quindi io eliminerei, per ora, il problema alla radice eliminando la sua seconda stagione in arrivo.
  •  Fatelo lavorare con Luke Cage
Danny non è pronto per lavorare da solo ma l'ottima chimica con Luke mostrata in " The Defenders " potrebbe aiutarlo sviluppando in maniera diversa il personaggio.
  • Fatelo maturare
Danny deve smetterla di comportarsi da bambino: se l'intera idea funzionava nella prima stagione di " Iron Fist " ora è diventata fastidiosa e danneggia il personaggio stesso.
  •  Eliminate la parte legata all'azienda di famiglia
So che è parte integrante del personaggio ma visto che non è stata minimamente approfondita e Danny è completamente inadatto al ruolo, al momento, io direi di eliminare dal palco l'azienda di famiglia lasciando il ragazzo a fronteggiare problemi mistici o criminali.
  •  Fatelo lasciare con la Wing
Volente o nolente la ragazza coccola troppo Danny e, nella mente degli sceneggiatori, questo gli preclude la possibilità di migliorare in qualsiasi modo quindi io direi di far lasciare i due facendo ricadere la colpa su Danny.
Che questo possa smuovere qualcosa in lui.
  •  Basta fargli dire che è l'Iron Fist: fateglielo dimostrare
Fategli vincere una battaglia.
Fategli vincere uno scontro.
Fate in modo che non sia sempre un coglione con un pugno luminoso.

Questi, anche se sono pochi, sono gli unici consigli che mi sento di poter dare per migliorare il personaggio.
Scusate se leggere qualche articolo è stato un po' un trauma ma sono davvero stanco.
Grazie per essere rimasti però.

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#Editoriale
#Netflix
#IronFist

giovedì 24 agosto 2017

Ennesimi casini in casa DC per quanto riguarda l'universo cinematografico



Piccolo post per rimanere in ordine con le uscite, ne ho saltata una ma capitemi, prima di tornare stabilmente a casa e riniziare a lavorare senza più interruzioni.
Piccolo post per parlare degli ennesimi casini o incomprensioni o cazzate, decidete voi, fatte, forse, in casa DC.

Notizia di ieri infatti, l'idea di produrre due film standalone staccati dall'universo cinematografico che attualmente la Warner ha deciso di costruire.
Il primo di questo è una pellicola sulle origini del Joker e l'altro è il film singolo di Batman che sino a qualche giorno fa si pensava fosse legato all'attuale universo cinematografico.
Ora, queste sono solo voci non confermate, così come lo erano le voci non confermate che parlavano di spin off sulla zia May da parte della Sony qualche anno fa, ma è davvero strano che siano uscite fuori e che al momento non siano state smentite in nessun modo.
Addirittura le dichiarazioni legate al film di Batman vengono da Matt Reves stesso sceneggiatore e regista del film.
Perchè tutta questa confusione?
Perchè nessuno capisce che questi due film con nuovi attori e lontani dall'attuale universo cinematografico non faranno altro che confondere il pubblico?

Il fatto è che non so cosa dire.
Non riesco a farci un discorso serio.
Mi viene solo da piangere.

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#Editoriale
#DCU
#UniversoCinematografico

giovedì 10 agosto 2017

Come Scriverei 4 - Il Millarworld su Netflix


In parallelo con la notizia della, forse, fine del rapporto tra Netflix e Disney negli scorsi giorni è stato annunciato da Mark Millar stesso, autore e produttore delle sue stesse opere a fumetti, una nuova partnership tra il colosso dello streaming digitale e la sua linea di fumetti già portata, in parte, al cinema.
Il nuovo accordo prevede l'esclusiva sulle opere presenti e future di Millar avendo, come obiettivo finale, la creazione di un enorme universo condiviso già presente sulla carta stampata.
Fuori da questo accordo, secondo le fonti ufficiali, abbiamo " Kingsman " che ha al suo attivo già un film e una serie di seguiti, " Kick ass " di cui in passato sono stati venduti i diritti e forse, perchè non si sa, " Wanted " di cui però non si sente parlare da tantissimo dopo il flop della prima trasposizione.

Pur senza alcuni pezzi da novanta l'accordo tra le due aziende non è niente male e, se fatto bene, potrebbe dare tante soddisfazioni.
Quindi, volete sapere come scriverei questo nuovo universo condiviso?

Allora, in primis, sfrutterei la possibilità di produrre sia serie tv che film tutte sulla stessa piattaforma utilizzando i film per lanciare una serie di spin off  a serie tv tramite rimandi e frasi.
L'intero universo inizierà con " Superior " utilizzando il finale di " Kick ass 3 " capace di unire alcuni prodotti della linea editoriale di Millar e di delineare l'esistenza di due universi fittizi uno più reale, quello su cui baseremo il nostro universo, e uno legato al cinema e agli altri media più supereoristico e cartunesco con i titoli appartenenti a questo mondo che faranno capolino qualche volta nei film e nelle serie.
L'unico prodotto non presente nella mia scrittura ideale è " Chosen " di cui so troppo poco.
Ho deciso di integrare " Wanted " in questo accordo perchè è molto probabile che i diritti siano tornati in mano a Millar o lo faranno presto.
  •  Si parte con il film di " Superior " che finisce citando il finale di " Kick ass 3 " delineando la divisione tra l'universo fittizio e quello reale.
Oltre alla distinzione tra i due universi " Superior " cita tramite alcuni dialoghi " Nemesis " e " MPH ".
Queste saranno le due prossime serie tv che vedremo.
  •  " Nemesis " e " MPH " si riferiranno tra di loro.
Le due serie, per un motivo o per l'altro, nel finale apriranno la strada per il prossimo film " Huck ".
  • " Huck " è l'ultimo film della prima fase.
 In questa prima fase ci scontriamo per la prima volta con un mondo normale e con l'arrivo dei primi supereroi e super cattivi.
I quattro prodotti, proprio perchè presentano i primi super svelano, piano piano con accenni e dialoghi, quella che sarà la trama di " Wanted " che verrà ripreso per intero e segnerà l'inizio della seconda fase.
  • " Wanted " è un film prequel a tutto l'universo messo in piedi sino a questo momento e spiega l'assenza e il ritorno dei super nel mondo.
" Wanted " tramite qualche dialogo ci porta alla prima comparsa dei super eroi e al primo spin off di questa seconda fase.
  • " War heroes " è un prequel di " Wanted " stesso e racconta dei primi eroi e dei primi villan della storia del Millarworld.
Con " War heroes " seppur breve finisce la fase due e così staccati da questo universo terrestre e alla base di una terza fase abbiamo l'inizio di un micro cosmo spaziale con " Empress " e " Starlight " due storie singole a fumetti che però si possono collegare benissimo creando un singolo mondo.
L'idea è di staccarsi dalla terra e di aprire una nuova fase porta a più film in questo mondo tutti però appartenenti ad una singola storia.
Mi piacerebbero sei film, come " Sta wars " ma basterebbe anche una semplice trilogia.
Questa intera trilogia o esalogia dovrebbe avvenire durante le due fasi precedenti.

Presenti sempre e comunque in tutti questi film, pure nella fase tre grazie a " Starlight " " The unfunny " come una famosissima serie a fumetti e " Reborn " come un famosissimo videogioco.

Passate queste tre fasi il campo rimane libero per fare qualsiasi cosa.
Che sia un crossover tra più serie o tra l'universo galattico e quello terreste.
Le prime idee che mi vengono in mente sono il ritorno del personaggio di " Starlight " sulla Terra o la consacrazione definitiva del protagonista principale di " Wanted " come villan di questo universo.
Altro personaggio interessante su cui si può lavorare potrebbe essere Nemesis che potrebbe diventare qualsiasi cosa dalla fine della sua serie in poi.

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#ComeScriverei
#Netflix
#Millarworld

giovedì 3 agosto 2017

Perchè non ho parlato minimamente del Comic - Con?



San Diego, durante l'estate, diventa una città piena di nerd isterici pronti a strillare davanti al più stupido degli annunci.
Io sono uno di quei nerd isterici senza e senza ma.
Sono così tanto uno di quei nerd isterici che appena avrò i soldi magari un giro a San Diego durante quel periodo me lo faccio.
Me lo faccio però, tenendo le dita incrociate e sperando di avere un'edizione con annunci più interessanti e sorprese effettive.
Che sia per aumentare l'hype o per incassare di più ormai non c'è più una vera sorpresa in questo ambiente e a queste fiere.
Ormai non si riesce quasi più ad evitare uno spoiler e tutti i grossi annunci arrivano quando non devono arrivare: o troppo presto o troppo tardi.

Per questo motivo, quest'anno, non mi sono minimamente occupato della manifestazione neanche dedicandogli un post sulla pagina di Facebook.
Non c'è stato un annuncio, un panel o un singolo argomento che è riuscito davvero a catturare la mia attenzione o il mio interesse.
Come l'E3 di quest'anno si è dimostrata priva di grossissime sorprese a cui io stesso tenevo, alcune ce ne sono state ma non per me, il Comic - Con ha perso la sua aura fascinosa di oasi per nerd che aveva, anche, un anno fa.

Non importa se hanno fatto vedere il nuovo trailer della #JusticeLeague o hanno annunciato alcune novità sui nuovi film #Marvel: nulla di particolarmente appassionante o che non avevamo già visto.
Entrate in questa spirale discendente dedicata al nuovo post su #Facebook con più LIKE o al trailer con più visualizzazioni le case produttrici si sono chiuse in un angolo rendendo le fiere che prima ne facevano la fortuna dei semplici riassunti live con firme di autografi: soldi a palate ma una completa mancanza di spettacolo. 

Sperando in tempi migliori per noi nerd isterici e per lo spettacolo in generale incrocio le dita e inizio a vedere quanto costano i biglietti per andare a San Diego.

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#Editoriale
#SDCC

venerdì 28 luglio 2017

Un libro al mese per un anno



Ad Agosto sarà passato esattamente un anno dall'inizio di una lista che io stesso mi sono imposto.
Una lista composta da dodici libri che per un motivo o per l'altro mi interessavano, incuriosivano e, quindi, mi sono forzato, in qualche maniera, di leggere.
La lista non era fissa, non era una regola ma solo uno schema da seguire, soggetto a cambiamenti e regolabile a mio piacimento.
Questo articolo serve semplicemente a parlare di questa mia esperienza, così senza molte pretese.
Scrissi e seguì questa lista non perché normalmente non leggo ma perché mi faceva piacere mettermi alla prova in questo senso, aprire un libro al mese invece di due e aggiungerne altri nel frattempo.
Tutti i libri che adesso elencherò sono stati scelti per più di un motivo e sono stati letti in ordine sparso.
Accanto ai libri metterò una X se il film non mi è piaciuto o una V se, invece, mi è piaciuto.
Se siete curiosi di vedere le copertine dei libri sono tutte qui: sul mio Instagram .


  • It V
  • La bussola d'oro X
  • Cosa pensano le ragazze X
  • Fragile Things X
  • La scuola cattolica X
  • Harry Potter 8 X
  • Trumbo X
  • Carne Mia V
  • Wonder Woman Earth One V
  • La lezione X
  • Il libro dei Baltimore V


Come si vede dal mio " riassunto "  su undici libri solo quattro libri sono quelli che mi sono piaciuti e sono tutti libri di autori che io già conoscevo e apprezzavo.
Magari non tutti mi hanno fatto impazzire, magari non apprezzo completamente gli scrittori tuttavia sono riuscito a ritrovarmici molto senza problemi e a godermeli.
L'unico libro che mi è piaciuto e che è stato scritto da un autore che non conoscevo è " Carne mia " di  Roberto Alajmo: un piccolo gioiello in grado di raccontare, con tantissima passione, il rapporto tra due fratelli.

Detto questo, non so se consigliarvi l'idea della lista o del singolo libro al mese, perchè abbastanza costosa a suo modo quindi decidete voi.

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#LaLettura


giovedì 27 luglio 2017

You and me 2 - Robb e Talisa





Benvenuti alla rubrica di Luglio, alla fine di Luglio dedicata ad una coppia che non vediamo da una vita e che non vedremo mai più perché i maledetti Lannister e gli schifosi Frey ce l'hanno portata via.
Robb Stark e Talisa.

Se nei libri questa meravigliosa coppia non è minimamente presente, perché Talisa non esiste nei libri e Robb ha pochissimo spazio, nella serie i due hanno avuto tantissimo spazio durante la seconda e terza stagione diventando, secondo me, una delle coppie migliori di tutto " Game Of Thrones ".
Ma perché?
Perché questa coppia mi è rimasta nel cuore?

Robb e Talisa nascono e muoiono sotto la stessa cattiva stella, vivono il loro amore in tempo di guerra e decidono di stare insieme solo perché credono di riuscire a sopravvivere a qualcosa di più grande di loro.
Talisa decide di mettersi con Robb perchè lo ama, perché crede nel vero amore e nelle favole.
Talisa cerca in tutti i modi di non cadere nel tranello più antico del mondo ma è costretta a soccombere alla fin fine.
Robb, invece, si innamora di lei sin dal primo istante.
Rimane per lungo tempo indeciso, perché è un uomo onorevole come il padre e si sente costretto dai patti stipulati in guerra.
Poi però cambia idea e chiede la mano della ragazza spinto anche da quell'onore che sino a quel momento l'ha trattenuto: non può evitare l'attrazione verso Talisa quindi, per onorarla, decide di sposarla e di rimanere fedele a lei per sempre. 

Purtroppo l'amore e la fedeltà in un mondo come quello di " Game of thrones " non vengono mai ripagate e così i nostri due eroi finiscono in cenere spezzandoci il cuore.

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#YouAndMe
#GameOfThrones

martedì 25 luglio 2017

The Amazing Spiderman 3 - Film Noir 3





Proiettili.
Proiettili dovunque senza una vera via di scampo.
Chiunque sarebbe morto ma Peter no, lui non era chiunque: lui era Spiderman.
Tramite il suo senso di ragno, che già tante volte gli aveva salvato la vita, iniziò a schivare tutti i vari colpi di pistola.
Saltando, abbassandosi e buttandosi a terra di lato.
Peter Parker sarebbe sopravvissuto ma non sapeva ancora bene per quanto.

Se infatti, bene o male, riusciva ad evitare i colpi questi erano troppi e, appena commise uno sbaglio, uno centrò il bersaglio e entrò nella spalla del nostro eroe.
Peter cadde al suolo e d'un tratto i criminali si fermano.
L'uomo a capo dell'esercito, perchè questo era, si alzò dalla sua sedia e piano piano, senza battere ciglio, iniziò ad avvicinarsi a Peter.
" Sai ragazzo, io non voglio ucciderti: infondo devo a te la mia libertà.
Se tu e la tua amica vestita da gatto non foste venuti nella mia prigione insieme a quel gruppo di pazzi travestiti io non sarei mai riuscito ad evadere e ora non mi troverei qui.
In poco tempo non avrei messo in piedi questo mini impero e non avrei quasi in mano questa città.
Quindi no, non voglio ucciderti ma devo sicuramente impedirti di fare ciò che hai fatto al ragazzo verde ".
Detto questo, l'uomo iniziò a correre e piegandosi colpì Peter con una testata come se fosse un ariete facendo schiantare l'eroe al muro.

Peter aveva il respiro pesante, la spalla gli faceva un male cane e ma non poteva perdere: semplicemente non avrebbe potuto fare le sue solite battute perchè doveva evitare di urlare per via del proiettile.
" Non dici più nulla bambino? "
Sorrise il criminale prima di tirargli un pugno facendolo volare fuori dalla porta a vetri sull'enorme balcone della stanza d'albergo.
" Andiamo, fammi vedere qualcosa, fammi vedere perchè mi sto sporcando le mani.
Mmm, magari ti serve un po' di motivazione.
Vediamo un po', sai perchè ero nel manicomio criminale?
Ho ucciso una madre e sua figlia: la donna mi aveva visto fare qualcosa che non dovevo fare, stava per chiamare la polizia quindi ho deciso di farle vedere mentre facevo cose che non dovevo fare alla figlia e poi di ucciderla.
Per avere una pena minore è bastato dimostrare di essere pazzo: che bello avere dei soldi da parte ".
L'uomo sorrise e Peter sentì la rabbia salire in tutto il suo corpo.
Fece uno scatto e si avvento contro il mostro che aveva davanti.
Questo fu preso di sorpresa, finì a terra e in pochissimo tempo tutti i suoi uomini si fecero avanti alle sue spalle sfoderando le pistole e puntandole su Peter che, solo, non potè fare altro che indietreggiare.

" Mi chiamo Testa di Martello ragazzo e questa è la mia città.
Oggi non ti ucciderò ma rimettiti in qualsiasi altro modo sulla mia strada e non tornerai mai a casa.
Lasciatelo andare ragazzi ".
Testa di Martello si girò, tutti i suoi " ragazzi " piano piano abbassarono le pistole e Peter, con le lacrime agli occhi, potè fare solo una cosa: voltarsi e andare via perchè per la prima volta era stato sconfitto.

martedì 18 luglio 2017

The Amazing Spiderman 3 - Film Noir 2




Seguire più di un criminale e spacciatore non era mai stato il sogno di Peter ma aveva imparato, con il tempo, che chi calcava le strade sapeva sempre chi era il nuovo capo: così da non pestare le scarpe a nessuno di importante.
Gli bastò scegliere le sue " prede ", seguirle per qualche giorno e in poco tempo capì dove si sarebbero tutti ritrovati qualche giorno più tardi: in uno dei palazzi più in vista della città.
Peter si nascose, si vestì e iniziò a scalare la grande torre curioso e attento a non farsi scoprire come non mai.

Criminali.
Tantissimi criminali, tutti insieme in una sola stanza davanti ad un solo uomo.
Peter non aveva mai visto tutti quegli sfigati e non aveva mai visto quell'uomo.
Sapeva, però, che doveva fare qualcosa e anche in fretta: sembrava un esercito sul piede di guerra.
Prima però di fare qualsiasi cosa il suo senso di ragno scattò e il vetro su cui si era messo per guardare la stanza dall'alto si ruppe facendolo cadere su un tavolo.
Spiderman era da solo in una stanza piena di criminali.

L'uomo alto e statuario, in completo, si alzò e dopo aver battuto sarcasticamente le mani disse, mentre Peter piano piano si rialzava: " Sparategli ".

Tutti i criminali tirarono fuori le pistole e iniziarono a fare fuoco sul supereroe della città cercando di ucciderlo.

venerdì 14 luglio 2017

Your Name - Perchè anche il cuore di un uomo alle volte cede




Emozionarsi a ventanni non sarà una cosa difficile, certo, ma per molti rimane una cosa poco probabile.
C'è chi lo fa per niente e chi lo fa per tutto.
C'è chi lo fa solo nella vita vera e chi lo fa solo davanti ad uno schermo seguendo dei personaggi inventati.
Io non sono nessuno dei due estremi, sono, molto più semplicemente, uno che piange quando si sente toccato dentro.
" Your name ", con una storia semplicissima salvo qualche complicazione, è riuscito proprio a fare questo: mi ha fatto piangere.

Prendete due ragazzi, stessa età e interessi diversi.
Non si conoscono prima dell'inzio della pellicola.
Frequentano mondi, posti e persone quasi incompatibili.
Sono diversi, uno il contrario dell'altro se vogliamo.

Storia già sentita no?
Ecco, seguendo il solito schema del genere " Your name " racconta di due innamorati che non riescono mai ad incontrarsi davvero, mai cosa più vera, che si scambiano e si incrociano con duemila incomprensioni in mezzo.
" Your name " non solo racconta di un amore difficile ma anche a distanza.
" Your name " è un normale film romantico con una spruzzata, di questo si tratta, di originalità tanto bella quanto semplice da non appesantire il racconto.
Basta un pretesto per costruire una trama ovvia che però carica sullo spettatore un emozione sempre più grande che esplode in un payoff non da poco.

I due protagonisti sono il vero fulcro del film e con loro le loro emozioni e azioni: mai fu più puro e bello un sentimento così viscerale.
Se volete qualcosa che vi faccia tanto male quanto bene questo è il film che fa per voi.



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#YourName
#Cinema


giovedì 13 luglio 2017

House Of Cards 5 - Ancora meglio, sempre più in rosa


QUESTA SARà UNA " RECENSIONE " SPOILER QUINDI STATE LONTANI SE NON AVETE MAI VISTO LO SHOW.
L'INTERO ARTICOLO SARà UNA RIFLESSIONE SULL'ANDATURA DELLO SHOW.

Difficile pensare che " House of cards ", storia di un uomo in politica alla ricerca del potere, sarebbe arrivata a questo punto.
Strano pensare che l'addio dello showrunner principale si, si senta nello show, ma in realtà venga  " attutito " e " camuffato " da un continuo abbastanza naturale, in linea con la psicologia dei personaggi e originale.
Certo, alcune cose vengono " cambiate ", modificate leggermente per ridare slancio allo show dopo un finale di stagione passato netto e chiaro ma la sostanza non cambia e così ci si ritrova a vedere sempre lo stesso show ma stranamente diverso.
La situazione, inizialmente, alla Casa Bianca non cambia, continuano i giochi di potere e i sotterfugi e la nostra coppia preferita mette tutti al proprio posto in pochissimo tempo.
Poi però il passato torna a colpire Frank e a metterlo all'angolo.
Gli attriti tra la coppia già visti due anni fa, anche se in maniera più sottile, tornano a farsi vedere sullo schermo, qualche cosa si muove e lo show prende una piega diversa.
Non subito ma piano piano, senza far molto rumore, una serie principalmente maschile diventa femminile: Frank lascia il posto a Claire rovinandosi con le sue stesse mani.

Claire, partita come un comprimario e diventata sempre più importante piano piano, dalla seconda stagione in poi ha iniziato una trasformazione arrivata, forse, a compimento solo in questo finale parlando direttamente con il pubblico e chiudendo il telefono in faccia a Frank entrando, finalmente, nello studio ovale da presidentessa.
Claire Underwood diventata ambasciatrice poi vicepresidente e ora presidente scalza il marito dal suo trono prendendone il posto e rivelandola propria personalità a tutto tondo.

Seguendo, quindi, un " trand " del momento, volontariamente o meno, la serie diventa un prodotto femminista, con una frontwoman carismatica e spietata capace, piano piano, con una costruzione meravigliosa, di soppiantare tutti gli altri personaggi e di diventare il prossimo " problema " e " polo di attenzione " di tutti gli altri comprimari.

Anche per questo, per via di questa attenzione e bravura nel mettere in scena una trama si semplice ma tremendamente complicata, " House of cards " è uno dei migliori prodotti seriali che si possono vedere.

Prima di salutarvi vi invito a passare sulle nostre pagine affiliate: Doctor Who "ita ", Telefilm Obsession, Traduttori Anonimi, MAh

Alla prossima!

#HouseOfCards
#Netflix
#Recensione
#SerialUpdate
#TelefilmAddicted

lunedì 10 luglio 2017

The Amazing Spiderman 3 - Film Noir 1





Notte fonda.
La luna è alta nel cielo e non si sente volare una mosca.
Non si sente nulla sino a che due uomini iniziano a correre.
Hanno il fiatone, i loro polmoni stanno per scoppiare ma non vogliono minimamente fermarsi: non possono.
Hanno paura, hanno bisogno di aiuto ma non c'è nessuno che può dargli una mano.
Svoltano una, due volte e vorrebbero continuare a farlo ma non possono: si trovano davanti ad un vicolo cieco.
I due non fanno in tempo a girarsi che una serie infinita di colpi li attraversa e li uccide.
Torna il silenzio.
Notte fonda. 

Passano le settimane e i due morti non sono più solo due.
Aumentano, senza sosta e senza mai fermarsi.
Peter se ne accorge piano piano, quando ormai non può non vedere la notizia sul giornale.
è ora di mettersi in azione.

mercoledì 5 luglio 2017

G.L.O.W - Forte come una donna



Unire le donne e il wrestling in una serie tv su Netflix è tutto ciò che ho mai chiesto a qualsiasi prodotto multimediale di questo secolo, da quando sono nato.

Una fusione meravigliosa divisa in dieci puntate dramedy create dagli stessi autori di OITNB.
Questa, a richiesta di molti su Twitter, strano ma vero, è la recensione di " GLOW ".

Drammatizzazione della vera storia sulla creazione di una delle prime se non la prima federazione di wrestling femminile, " GLOW " parla della forza delle donne e delle donne: parla di come una donna possa sentirsi tale e indipendente.
Parla del genere femminile e di come questo possa gareggiare e anche vincere in un terreno puramente maschile.
" GLOW " parla di una federazione che ha rivoluzionato la storia, che ha fatto la storia e che è stata storia.

Se inizialmente ero convinto che la serie potesse ricalcare il sistema delle prime stagioni di OITNB, anche per via degli stessi autori, seguendo quindi una lottatrice ad episodio mi sono dovuto ricredere sin da subito ritrovandomi, però, molto spaesato.
" GLOW " infatti narra le relazioni, le vicende e le avventure di tutto il cast femminile nello stesso momento senza mai davvero focalizzarsi su una di loro in particolare.
Non sapremo mai davvero molto di ogni protagonista perché lo show non vuole darci molto, si concentra sul tutto senza però entrare mai nel dettaglio.
Parliamo della nascita di una federazione e non delle donne che l'hanno creata.

Come si può benissimo capire da quello che ho scritto sopra si, " GLOW " unisce delle cose che mi piacciono tantissimo, non è affatto male a livello di contenuti ma non è nulla di fenomenale.
Non è così divertente, non è così drammatica e non è mai particolarmente coinvolgente.
Rimane una serie tremendamente superficiale, che non approfondisce quasi nessun personaggio.
Paradosso del paradosso: è troppo tecnica.
Magari non lo sarà così tanto ma ho trovato l'intera prima stagione troppo concentrata sul mondo dietro le quinte del wrestling: capisco che la materia di partenza è quella ma essere troppo tecnici credo sia uno sbaglio.
Netflix e le sue serie, credo, sono un prodotto per tutti e utilizzare un qualcosa di così particolare è un'arma a doppio taglio.

" GLOW " avrà quasi sicuramente una seconda stagione che spero sia molto meno tecnica e molto meno, per quanto la cosa possa non piacere, corale.

Prima di salutarvi vi invito a passare sulle nostre pagine affiliate: Doctor Who "ita ", Telefilm Obsession, Traduttori Anonimi, MAh


Alla prossima!

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